Altre volte mi sono soffermato sulla pubblicità ingannevole specie per le vendite di farmaci on line, sul rischio di solenni fregature, ma soprattutto sui pericoli che ne derivano. In un recente comunicato stampa di mesi fa l’Istituto svizzero di controllo sugli agenti terapeutici Swissmedic ha rivelato che in ben il 90% di 122 campioni di dimagranti venduti in rete (e bloccati dalla dogana), sono stati scoperti farmaci pericolosi per la salute, già ritirati dal commercio in tutto il mondo. Tra questi la sibutramina (“Reductil”), proibita per la tossicità cardiovascolare, ma presente in alcuni preparati on line in concentrazione persino tripla rispetto a quella suggerita prima del ritiro. Lo stesso vale per il rimonabant (“Acomplia”), un antifame giudicato pericoloso già nel 2007 da 14 esaminatori su 14. Il farmaco provoca grave psiconevrosi, disturbi del sonno e propensione al suicidio. Altro web-preparato è il Lida Dai Dai Hua, prodotto cinese il cui contenuto illecito in sibutramina e/o caffeina e/o metalli pesanti varia moltissimo da un preparato all’altro. Cosa del resto risaputa: uno studio extra-Swissmedic di anni fa ha rivelato che il panaxoside, principio attivo del ginseng, variava incredibilmente in 23 prodotti (tra O e 7,6 mg per 250 mg di preparato). Drammatico il caso di un dimagrante belga a base di 7-8 ingredienti tra cui l’erba cinese “Aristolochia fangchi” causa di insufficienza e cancro del rene nel 50% dei soggetti trattati (ritirato ma solo 4 anni dopo il riscontro di danni così gravi!). Questi preparati proibiti sono ancora acquistabili in rete senza difficoltà. Ma ora il navigatore può non solo comprare medicinali in rete ma, come sottolinea opportunamente la rivista Dialogo sui Farmaci (DSF), può pure procurarsi “una  visita virtuale personalizzata provvedendo solo alla compilazione di un questionario anonimo”. Ci sono insomma dei dottori virtuali in cliniche virtuali (dette “e-clinic”) che in base ai questionari rilevano le condizioni di salute, fanno diagnosi, prescrivono e vendono medicine on line. Queste e-clinic sono di solito consultate per patologie che si commentano da sole, quali calvizie, obesità, influenza, impotenza, eiaculazione precoce, infezioni genitali, contraccezione d’emergenza, disfunzioni sessuali femminili. DSF avverte che la legge sulla vendita di farmaci on line è molto eterogenea in Europa: autorizzata in Germania, Regno unito e Olanda, è considerata “importazione illegale” in Italia, dove può essere consentita solo per situazioni speciali, previa autorizzazione del Ministero della salute. Circa le visite mediche on line, invece, e conseguente prescrizione, non c’è per ora regolamentazione alcuna. Il buon senso, però, non ce lo proibisce nessuno e dovrebbe bastare.

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