Milena Gabanelli (che personalmente apprezzo) durante un recente “Report” ha mandato in onda un servizio di G. Marrucci relativo all’apparecchio Bioscanner Trimprob  “inventato” dal fisico C. Vedruccio per la diagnosi non invasiva del cancro, in primis di quello prostatico. Questo “tubo”, appoggiato all’esterno del corpo (anche vestito!), sfruttando la diversa sensibilità dei tessuti a certe onde elettromagnetiche, sarebbe in grado di riconoscere un tumore. Nel servizio TV l’inventore “informa con gioia” che un azienda di Faenza curerà la produzione e la commercializzazione dell’apparecchio. Meno male –dice la Gabanelli-  perché Finmeccanica dopo aver mostrato iniziale interesse per il bioscanner  e dopo aver investito 5 milioni e mezzo “ha deciso di abbandonare questa invenzione alla sua sorte”. Retropensieri a parte, è evidente che la base teorica per cui Trimprob sarebbe efficace e le prove della utilità clinica devono essere ineccepibili. Circa la base teorica, ho chiesto il parere di un autorevole fisico, il professor S. Oss dell’Università di Trento. Benché correttamente Oss riconosca di non essere competente in biofisica e affermi che in linea teorica è difficile escludere l’efficacia del bioscanner, egli insiste però sulla necessità che il potenziale discriminatorio di Trimprob tra tessuto sano e tumorale sia sottoposto ad attenta verifica clinica. E sotto il profilo medico le perplessità non mancano. 1. Se l’efficacia del bioscanner è provata perché esso non viene usato ampiamente nei centri urologici più importanti?; 2. Cliccando sul sito di Vedruccio la voce “Dove fare l’esame”, si nota che in Italia Trimprob è usato in una minoranza delle regioni e per lo più non in ospedali e università, ma in poliambulatori privati; 3. L’inventore afferma che gli studi pubblicati non mancano, ma in realtà sono pubblicati in riviste giudicate non importanti dalla comunità scientifica, come ci si aspetterebbe per una scoperta rivoluzionaria; 4. In un articolo 2011 di Vedruccio (JP Conference Series), la specificità media del test con bioscanner (dati migliori solo in un gruppo) risulta circa del 50%. Poiché specificità significa “test normale nei sani”, vuol dire che in circa il 50% dei soggetti senza tumore prostatico sarà sospettato un cancro (con immaginabili conseguenze!);  5. A. Pycha, collega Primario urologo di BZ, mi segnala ad hoc che nel 2012 un luminare di Vienna, dopo 200 pazienti esaminati, ha abbandonato il Trimprob proprio a causa della sua bassissima specificità come mezzo diagnostico, pari all’11%, ciò che comporterebbe una erronea diagnosi di cancro nell’ 89% dei soggetti senza tumore. Rischio grave le false diagnosi, e non solo in oncologia. Purtroppo,  “La verità  e non è mai semplice”, diceva Oscar Wilde.

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