Negli stessi distretti gastrointestinali (in primis appendice, digiuno, ileo, colon-retto, stomaco, pancreas) oltre che un cancro possono svilupparsi tumori non necessariamente maligni definiti neuroendocrini (TNE, 3000 casi/anno in Italia). Questi si formano da cellule (neuro)endocrine potenzialmente produttrici di una serie di ormoni. Se tali cellule non sono funzionanti, i TNE risultano non di rado asintomatici (rari i disturbi di tipo occlusivo). Al contrario quelli funzionanti sono sintomatici e sono la prova che sono già presenti metastasi epatiche. La sindrome clinica più nota provocata dai NET è quella da “carcinoide”, sostenuta da abnorme secrezione principalmente di serotonina, istamina e tachichinine varie, i cui sintomi principali sono vampate improvvise, diarrea, mal di pancia, sudorazione profusa. La diagnosi di carcinoide si basa sul saggio nelle urine/24 ore dell’acido 5-idrossiindolacetico (metabolita della serotonina), sull’angiografia con mezzo di contrasto, sulla scintigrafia dopo somatostatina radioattiva dato che i carcinoidi possiedono recettori per tale ormone e, talora, sulla laparotomia. Ecografia, TAC e Risonanza Magnetica servono soprattutto a verificare più che il tumore la presenza di metastasi epatiche. La terapia di un carcinoide sintomatico localizzato può essere chirurgica, altrimenti per i TNE ben differenziati si ricorre spesso alla somatostatina (ormone prodotto in particolare ma non solo dalle cellule D dell’antro gastrico), o a farmaci analoghi come l’octreotide, che notoriamente inibiscono la secrezione di molti degli ormoni prodotti dalle cellule neuroendocrine. È recente l’approvazione da parte della FDA di una cura innovativa costituita dal “Lutathera”, primo radio-farmaco approvato in quanto si lega ai recettori delle cellule dei TNE per poi danneggiale proprio grazie alle radiazioni da esso emanate. L’approvazione della FDA nasce dai risultati di 2 studi controllati. Il primo, su 229 pazienti confrontava l’efficacia di Lutathera + octreotide con quella del solo octreotide. La non-progressione del tumore risultava effettivamente maggiore nei pazienti con la terapia combinata. Il secondo studio su 360  pazienti con TNE ha dimostrato la riduzione del tumore nel 16% dei pazienti trattati con Luthatera. In pazienti in gravi condizioni questa nuova opzione può risultare utile, ma non vanno dimenticati i possibili effetti collaterali del radio-farmaco (tra i quali inibizione del midollo, epatotossicità, vomito, nausea, iperglicemia). E inoltre c’è il problema di proteggere altri soggetti dalle radiazioni emesse dai pazienti trattati con il Luthatera. Insomma, qualche progresso c’è, ma per chi scrive non è ancora entusiasmante nonostante la insolitamente sollecita approvazione della FDA. Fortunatamente, il carcinoide è raro e (soprattutto!) non è sinonimo di carcinoma.

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