Gli inibitori di pompa protonica (IPP), o prazoli, sono preziosi per bloccare l’acido gastrico (HCl) prodotto in eccesso che in una certa % di soggetti, specie se coadiuvato dall’Helicobacter Pylori e dagli antiinfiammatori, causa l’ulcera gastroduodenale. Utili gli IPP anche per impedire il reflusso di HCl nell’esofago. Di norma l’HCl è utile agevolando l’azione della “pepsina” (enzima gastrico che inizia la digestione delle proteine) e contrasta i batteri assunti con gli alimenti.  Un’ acidità intragastrica troppo ridotta, favorirebbe infatti la crescita di batteri e il formarsi nello stomaco di composti cancerogeni (specie nei soggetti intubati in rianimazione). Di recente, degli articoli hanno riportato in chi assume a lungo termine un IPP un rischio aumentato di effetti collaterali seri, quali cancro gastrico, eccesso di mortalità cardiovascolare, nefrite cronica, osteoporosi e rallentamento cerebrale. Tali studi hanno sollevato un comprensibile allarme oscurando i vantaggi degli IPP usati in modo razionale. Vero è che il prolungato uso di IPP potrebbe far correre dei rischi. Tuttavia, in alcuni di tali studi “allarmistici” erano studiati solo soggetti selezionati (maschi, anziani, asiatici) non necessariamente rappresentativi di altre popolazioni. Altri limiti: l’assunzione di IPP era dedotta in base alle prescrizioni e non alle assunzioni effettive e qualche studio era pubblicato su riviste “open access”, non sempre sottoposte al parere di esperti alla pari. Conclusioni ragionevoli potrebbero essere: 1. La HP-eradicazione, ottenuta anche grazie agli IPP, riduce e non aumenta il rischio di cancro gastrico; 2. usare gli IPP “solo quando occorrono” e per il tempo necessario che  solitamente è breve (pochi giorni associati agli antibiotici nelle le cure HP-eradicanti e in chi si sottopone a cicli periodici di anti-infiammatori); 3. l’uso prolungato e generico di IPP come “gastroprotettori” va bandito, specie in anziani e senza una precisa indicazione; 4. Un trattamento “a lungo lungo termine”, che potrebbe aumentare i rischi sopra segnalati, è in realtà imposto solo da 2 situazioni. La prima: grave esofagite da reflusso favorita da un voluminosa ernia gastrica che risulti inoperabile. La seconda: soggetti affetti da Zollinger-Ellison, sindrome molto rara (2 casi per milione), provocata da un gastrinoma (tumore maligno in stomaco o duodeno o pancreas) che  stimola un’abnorme secrezione di HCL. In tali pazienti, se inoperabili, unica alternativa sono gli IPP, per ridurre quanto meno il formarsi di ulcere multiple dell’alto tratto digestivo. Chiosa conclusiva solo apparentemente fuori tema: gli amanti accaniti delle sigarette che dovessero sottoporsi ad una cura con IPP, piuttosto che preoccuparsi degli effetti avversi di questi farmaci (se assunti cronicamente), farebbero molto meglio a decidersi di smettere di fumare.

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