Caduta quasi nel dimenticatoio è la “Sindrome de L’Avana” riportata da giornali e TV nel 2016. In quell’anno lo scalpore era nato perché alcuni diplomatici americani residenti a L’Avana avevano lamentato la comparsa di sintomi eterogenei, quali mal di testa, perdita di equilibrio, nausea, diminuzione dell’udito e disturbi cognitivi come perdita di memoria, difficoltà nell’esprimersi e deficit di attenzione. A detta dei diplomatici i disturbi erano accompagnati da suoni fastidiosi, acuti e striduli e il governo americano accusava immediatamente quello cubano di voler di proposito influenzare i propri diplomatici con misteriose armi acustiche (“soniche”) mirate a indurre delle disabilità intellettive. Nonostante esperti internazionali avessero spiegato in quell’occasione che non esistevano armi dotate di questo subdolo potenziale, Trump sostenne l’accusa con conseguente grave crisi diplomatica (ce ne fosse bisogno!). Questo episodio viene opportunamente ricordato e arricchito di nuovi particolari in agosto 2019, tra gli altri, dal neuropsicologo di Edinburgo Sergio Dalla Sala, sulla rivista “Query” del CICAP (Comitato Italiano delle Affermazioni sulle Pseudoscienze). La novità è che nel 2018 ricercatori dell’Università di Pennsylvania hanno pubblicato sul Journal of American Medical Association un articolo (“commissionato” dal governo USA?) che avrebbe confermato il deficit cognitivo in “alcuni” (perché non in tutti?) diplomatici a L’Avana. Lo studio è stato molto criticato con richiesta da più parti di rimozione dell’articolo. Mesi dopo, due biologi sostennero di aver scoperto che i suoni incriminati venivano prodotti da una peculiare specie di grilli cubani particolarmente chiassosi. Sempre su JAMA 2018 i ricercatori della Pennsylvania hanno pubblicato uno studio che confronta neuro-immagini di 40 diplomatici USA in servizio a L’Avana con quelle di 48 diplomatici mai stati a Cuba, da cui emergerebbe che solo i primi hanno una riduzione della sostanza bianca, ma non i diplomatici “non-cubani”. Secondo gli Autori tale danno cerebrale dei diplomatici cubani poteva essere causato da armi “soniche” non letali (tipo quelle siglate come LRAD,  in dotazione di alcune forze antisommossa). Ma lo studio retrospettivo – rileva Dalla Sala – risulta pieno di altre pecche metodologiche, in primis il fatto che in ben 12 dei 40 diplomatici di Cuba si riscontravano esiti di pregresso trauma cranico comportante cure riabilitative cerebrali, del tutto assenti nei diplomatici di controllo. Inoltre, solo alcuni segmenti di sostanza bianca risultavano ridotti mentre altri apparivano più spessi: e allora? Al cittadino ignorante nello specifico, come chi scrive, sconcerta il fatto che per danneggiare il nemico c’è chi punterebbe sui missili atomici e chi ipotizzerebbe l’uso di grilli canterini! “Non esistono verità medie”-diceva Bernanos.

Condividi questo articolo su Fackebook:
  • Facebook