Che anche i già vaccinati contro il SARS-CoV-2 possano essere contagiati da questo coronavirus può stupire e far nascere qualche comprensibile dubbio sull’efficacia dei vari vaccini autorizzati dalle istituzioni ufficiali, in primis dalla statunitense Food and Drug Administration (FDA), dall’ ente europeo European Medicines Agency (EMA) e alla Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA). Questo apparente paradosso di contagio pure in chi è vaccinato può tuttavia essere ragionevolmente spiegato. Va intanto ricordato  che i vaccini anti-COVID, come tutti i vaccini in generale, non sono in grado di rendere immune il 100% della popolazione. Tra le molteplici spiegazioni di questo fatto vanno citate la variabilità genetica, l’età o il deficit immunitario nei vaccinati e la eventuale comorbilità. Quindi anche per i sottoposti a vaccini anti-COVID altamente efficaci, in dose unica o doppia, c’è da aspettarsi che alcuni soggetti si contagino ugualmente. In secondo luogo, pure in immunizzati con successo contro il virus SARS-CoV-2, la protezione non è detto che duri tutta la vita. Ciò avviene ad esempio con la vaccinazione MPR (morbillo, parotite, rosolia) e con quella contro l’epatite B, ma non per altre quali difterite, pertosse e tetano, per le quali sarebbe opportuno un richiamo ogni 10 anni (specie in soggetti a rischio). La constatazione che qualche vaccinato risulti un “non-responder”, sfuggendo così alla immunizzazione, non basta quindi per non vaccinarsi. Il rischio di risultare non immunizzato dopo il vaccino è infatti infinitamente più basso del rischio di contagiarsi, di ammalare e, nei soggetti più fragili, purtroppo anche di morire. Inoltre chi poco e/o male informato decide incautamente di non vaccinarsi, non concorre alla importante immunità di gregge, brutto termine (meglio immunità di gruppo) che consiste nell’avvenuta vaccinazione nell’assoluta maggioranza della popolazione (idealmente oltre il 70-80% dei soggetti). L’immunità di gruppo ha un “plus” rispetto all’immunità del singolo individuo perché riduce in modo più consistente il contagio dei non vaccinati per un qualsiasi motivo e, verosimilmente, pure il numero delle varianti del virus. Tuttavia, anche quando tale immunità fosse raggiunta con un vaccino efficace, si possono ugualmente osservare limitati focolai locali perché i pochi non immunizzati tra i vaccinati si possono “alleare” facendo così scoppiare un focolaio circoscritto. Questo raro evento non giustifica –  va ribadito – il rifiuto della vaccinazione, perché il rischio di ammalarsi è comunque molto molto più alto per chi non si vaccina. Concetti chiari ben espressi già da anni (aprile 2018) nella rubrica “Dottore, ma è vero che…” scritta da  Ulriche Schmidleithner, con l’approvazione della Federazione dell’Ordine dei Medici. Ma non c’è sordo peggiore di chi non vuol sentire e per questa sordità non esiste né cura né vaccino.

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