In un’ intervista sull’ultimo numero di “FORWARD”, inserto di Recenti Progressi in Medicina, il Dr. F. Anelli, Presidente della FNOMO si sofferma su alcuni aspetti cruciali della sanità pubblica. L’ufficio stampa dell’Ordine dei Medici riporta come Anelli insista soprattutto sul diritto all’uguaglianza secondo cui deve essere “garantita la salute a chiunque si trovi sul territorio italiano, senza distinzione di sesso, di razza, di ceto e di lingua, anche ai migranti nelle stive delle navi”. C’è poi il diritto all’equo accesso ai servizi territoriali: è del tutto inaccettabile per Anelli che anche per prestazioni non eccelse, i cittadini del Sud siano costretti a salire al Nord per vedere salvaguardati al meglio (e non sempre è poi così) i diritti alla salute previsti dalla nostra Costituzione. Queste iniquità diventano particolarmente eclatanti nei casi in cui ci sia una emergenza sanitaria, ultima in ordine di tempo la COVID-19. I problemi sollevati da Anelli sono nobili, importanti ma difficili da risolvere almeno in tempi brevi, anche per le posizioni politiche così eterogenee al riguardo. Ma ci sono pure questioni “di piccolo cabotaggio”, che sarebbero correggibili facilmente se ci fosse sensibilità e responsabilità di coloro che sono preposti al buon funzionamento “spicciolo” delle ASL. Esempio clamoroso in una vicina città fuori regione: atrio molto ampio e affollato dell’ospedale universitario, dotato (almeno fino a qualche anno fa) di un’unica toilette unisex. Gabinetto situato in fondo ad un corridoio stretto, privo di carta igienica e distante circa 6 metri dalla porta d’ingresso sprovvista per di più di serratura. Realtà, questa, apparentemente “di poco conto” ma, se ci pensiamo un po’, ci accorgiamo che essa esprime un odiosa mancanza di rispetto dei cittadini che pur pagano le tasse per consentire stipendi niente male agli amministratori. Questi ultimi, del resto, in quella toilette non ci andranno mai, ma il lettore immagini di essere seduto lui sul water per un  bisogno impellente (lo stesso o no che ha comportato il suo ricorso all’ospedale) conscio che la  porta non chiusa è così lontana e che chiunque può entrare in ogni momento. Benché le questioni sanitarie affrontate dal Dr. Anelli siano ovviamente ben più rilevanti e non manchino altri disagi molto consistenti per i cittadini (lunghe attese, prenotazioni difficili, contatti con il centralino problematici …), situazioni come la “toilette aperta” fanno incavolare particolarmente, perché la soluzione di questo “piccolo” problema (e di altri simili) potrebbe risultare molto semplice. Eloquente una scritta rimata sul muro del cesso in questione: “Qui si c…con paura perché manca la serratura”. Fortunati i cittadini di Bolzano, che nell’atrio dell’ospedale trovano le toilette divise per maschi e femmine, pulite, dotate di lavandino, di serratura e (persino!) di carta igienica.

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