Qualche anno fa l’allora Questore di Bolzano Piero Innocenti affrontava in un suo articolo la questione di come contrastare il crescente spaccio di droghe. Merita ricordare la notizia “dimenticata” (di proposito?) che persino in qualche Parlamento si fa uso di sostanze stupefacenti. Ad esempio, nei bagni dell’atrio della Camera Dei Deputati si sono documentate anni fa tracce significative di cocaina. Lo stesso era già successo in Gran Bretagna alla Camera dei Comuni e persino nelle acque di scolo nel Tamigi, e in Germania al Bundestag, dove 22 su 28 bagni risultavano “contaminati” da cocaina.  E come non ricordare lo scoop de “Le Iene” nel 2006: una falsa truccatrice prelevava in pre-trasmissione campioni dalla fronte di una cinquantina di Onorevoli: 16 risultavano positivi, 12 alla cannabis e 4 alla cocaina (scandalo fugace e i nomi non sono saltati fuori!). Tutto questo per dire che lo spaccio di droghe è un fenomeno molto diffuso nei piani bassi ma soprattutto nei ceti alti, e tra i non pochi che dovrebbero semmai contrastare e non alimentare questo commercio. Aggiungeva Innocenti  : “Con danni gravissimi per la salute di giovani e meno giovani, con episodi di violenza divenuti sempre più intollerabili.” Si tenga poi conto che quello che viene sequestrato dalla polizia rappresenta per l’ex-Questore solo una piccola parte degli stupefacenti immessi sul mercato. Nonostante le battaglie  messe in campo dalle forze di polizia, l’impegno dello Stato risulta insufficiente di fronte ad un fenomeno incontenibile che richiederebbe nuove strategie e nuovi mezzi. Una situazione drammatica destinata ad ulteriori sviluppi con prospettive tragiche, e non solo in Italia, se non si adotteranno nuove politiche antidroga concordate a livello internazionale. Oltre alla difficoltà intrinseca della non facile lotta antispaccio, in ottica medica che maggiormente mi compete, ciò che sconvolge di più  sono le conseguenze cliniche della tossicodipendenza che possono essere veramente terribili e che si ripercuotono poi inevitabilmente su ogni  aspetto della vita. Nel tossicodipendente si crea un legame con la sostanza d’abuso sempre più forte. Col tempo, il drogato comincia ad avere un atteggiamento sfuggente, si chiude in sé stesso, sviluppando un comportamento irrispettoso/aggressivo verso i propri congiunti ai quali non consente di invadere la sua vita privata. La “Narcotizzazione” – come la chiamava il dott. Innocenti – è difficile sicuramente da contrastare, ma non può certo esaurirsi nel mettere in galera per qualche tempo lo spacciatore, l’ultimo anello debole della catena. L’aumento nel 2020 in Afghanistan del 37% della superficie coltivata a papavero d’oppio (trasformato in eroina), prima “industria” del Paese, migliora cospicuamente gli affari dei narcos ed è un prevedibile presagio negativo per l’Europa. E ora, con i  talebani al potere, cosa succederà?

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