Ho già ricordato in precedenza come il termine “cellulite” venga usato impropriamente in quanto il suffisso-“ite” suggerisce la natura infiammatoria di questo inestetismo, ciò che non è. Con tale termine si intende solo l’aspetto “a buccia d’arancio” della cute, per il quale vengono proposte numerose cure che interessano più il sesso debole, specie in estate (“prova costume”!). La cellulite (incorro anch’io alla improprietà del termine) è di fatto un accumulo irregolare del grasso sottocutaneo localizzato prevalentemente su cosce, glutei e addome. I rimedi anti-cellulite  pullulano, favoriti da una pubblicità ingannevole sul web e sui media, nonostante le sanzioni previste per questa disinformazione. Numerosi sono infatti i siti dove si sostiene surrettiziamente l’efficacia di cure non escludibile in via teorica, ma in realtà mai supportata da lavori controllati in “doppio cieco” su casistica ampia. In questi, il rimedio candidato, se è un farmaco, si confronta con un placebo, mentre in caso di cura fisica il confronto si attua tra strumento aperto e chiuso. La/il paziente e il medico estetista, o l’esecutore non medico, fino alla fine dello studio sono “ciechi”, ignorano cioè chi riceve il trattamento e chi no. Per le cure riporate in seguito non trovo però traccia di studi controllati basati su revisioni di esperti del settore (“peer review”) che stabiliranno l’attendibilità dei risultati. “Studio” di per sé è infatti un parola vuota, fuorviante, che serve spesso a illudere più che informare. Tra le cure proposte troviamo creme vegetali a base di antiossidanti, sostanze lipolitiche (presunte) o tecniche fisiche ipoteticamente lipo-riduttive quali laserterapia, infrarossi, radiofrequenza, onde d’urto, mesoterapia. Uno dei motivi per cui molte persone ci provano è che anche giornali autorevoli trattano dei rimedi suddetti, glissando però sul fatto che si tratta di inserzioni a pagamento o segnalandolo ma in corpo piccolissimo, ciò che sfugge al lettore che scambia la promozione per articoli scientifici. Non mancano pure suggerimenti dietetico-comportamentali (basso contenuto di sodio, grassi saturi e zuccheri, attività fisica), che possono avere qualche pregio generico ma poco specifico. L’efficacia, insomma, non va esclusa a priori, ma deve essere documentata così come vanno verificate possibili reazioni avverse. È da ricordare al riguardo che già 10 anni fa la Haute Autorité de la Santé francese vietava in particolare la rimozione del grasso ottenuta con una delle terapie estetiche fisiche di cui sopra, considerandola più pericolosa persino della liposuzione chirurgica (23 complicanze gravi, 17 casi di infezioni cutanee, ematomi, setticemie). Ultima chiosa: avendo la cellulite una preponderante base genetica dovrebbe essere chiaro che qualsiasi cura andrebbe prevista a lungo termine e non solo con qualche ciclo saltuario.

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