SE SI PASSANO LE NOTTI IN BIANCO PER L’ECCESSIVA SUDORAZIONE MEGLIO PENSARE A CURE SPECIFICHE (10 ag 2010)

La diagnosi di sudorazione profusa notturna (per gli inglesi “night sweats”) richiede per definizione: 1) che  essa provochi il risveglio e imponga il cambio della biancheria completamente inzuppata; 2) che  l’iperidrosi non dipenda dall’eccessiva temperatura della stanza da letto, da troppe coperte o, nelle donne, da vampate post-menopausa. Data la scarsità degli studi epidemiologici in pazienti sia ambulatoriali che spedalizzati, la frequenza del disturbo risulta alquanto variabile (11- 32%). Un episodio sporadico non desta naturalmente  preoccupazione, ma non così gli episodi continui di ipersudorazione notturna, specie se insorgono improvvisamente senza causa apparente. In questo caso è doveroso escludere possibili importanti patologie sia tumorali che non. Tra i tumori ematologici,  il più comunemente associato ad una abnorme iperidrosi notturna è il linfoma di Hodgkin, ma in minor misura anche altri tipi di linfoma ne possono essere responsabili. Tra i tumori non ematologici vanno invece ricordati il cancro del rene (2 casi in 40 anni anche nella mia personale esperienza) e quello della prostata. Tra le infezioni batteriche va in primo luogo citata la tubercolosi e, tra le virosi, specialmente la infezione da HIV. Difficile poi quantificare la responsabilità di certi farmaci in quanto, essendo spesso acquistati direttamente dal paziente come prodotti da banco, essi non vengono segnalati al medico durante il colloquio. Tra questi medicinali, ovviamente, i comuni antifebbrili (“diaforetici”) assunti alla sera e, meno intuitivamente, pure gli antidepressivi e i betabloccanti. Altra causa possibile di ipersudorazione notturna sono malattie difficilmente sospettate all’inizio perché poco frequenti (e poco note), quali il feocromocitoma, il carcinoide, la siringomielia , l’arterite temporale,  il diabete insipido e la cosiddetta sindrome delle gambe senza riposo, già trattata in questa rubrica. Per chiarire il perché della iperidrosi notturna gli elementi cruciali sono un’anamnesi particolarmente attenta ed un meticoloso esame obbiettivo. Se ciononostante non affiora alcun preciso fattore causale, il medico sarà costretto ad approfondire a tappe, ricorrendo ad una serie di rilevazioni: temperatura durante l’arco delle 24 ore, radiografia e persino TAC del torace, test della tubercolina, emocromo, TSH e ormoni tiroidei, studio del sangue midollare, test di funzione renale, test di flogosi, PSA ed altri esami ancor più specialistici, quali ad esempio il dosaggio dell’acido 5-idrossiindoacetico e delle catecolamine urinarie. Gli esperti sconsigliano in ogni modo terapie empiriche senza disporre prima di queste informazioni. Da non dimenticare, comunque, che la malattia rara non è rara per chi ce l’ha.

Titolo originale. Ipersudorazione notturna (“night sweats”): meglio approfondire

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