Conviene ribadire che oltre ai virus dell’influenza ci sono moltissimi virus parainfluenzali che danno sintomi piuttosto simili e verso i quali il vaccino anti-influenza non ha efficacia alcuna. L’inverno scorso le virosi alla ribalta erano due: la “normale” influenza stagionale e la paventata pandemia di influenza “suina” (da virus AH1N1). Tuttavia, mentre alla vaccinazione 2009 contro la influenza stagionale si è sottoposta buona parte della popolazione considerata a rischio (anziani, medici, infermieri, pazienti con patologia broncopolmonare o cardiovascolare, diabetici), la vaccinazione contro la suina è stata molto deludente, e le fiale di vaccino anti-virus AH1N1 sono rimaste in larghissima parte non utilizzate. Questo ha alimentato il sospetto di un loro ingiustificato acquisto solo a vantaggio delle aziende produttrici. E’ però anche vero che se la suina avesse assunto carattere pandemico e le autorità non si fossero premunite con un generoso acquisto, sarebbero volate accuse di incuria e, oltre alla pandemia, sarebbe successo un pandemonio. Essendo il potere vaccinale delle dosi avanzate di solo un anno, esse sono in via di eliminazione e non certo “recuperate” quest’anno, come qualcuno potrebbe temere. Il vaccino 2010-2011, è quindi un vaccino nuovo, non fatto con i “rimasugli” del vaccino contro la suina 2009, e serve -a detta dell’Istituto Superiore della Sanità- a proteggere da tre ceppi di virus influenzali e cioè il ceppo della suina, il ceppo AH3N2 e il ceppo B, entrambi di provenienza australiana. Tali ceppi vengono selezionati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in quanto circolanti nei paesi dove l’epidemia di influenza si è già avuta. La protezione offerta dal vaccino è solitamente dell’80% ma, anche nel 20% dei soggetti in cui sembra inefficace, i sintomi della influenza risultano ridotti per intensità e durata, il che non è poco se si considera l’alto numero dei possibili contagiati. Gli esperti dell’ISS consigliano una vaccinazione precoce, già all’inizio di ottobre, ma si è ancora in tempo utile per vaccinarsi entro novembre-dicembre anche se deve essere ricordato che gli anticorpi protettivi sollecitati dal vaccino ci mettono 2 settimane a formarsi e a dare una copertura ottimale. Contrari alle vaccinazioni tout court sono gli omeopati, i quali sostengono tetragoni la pericolosità dei vaccini, a fronte di evidenze eclatanti quali la scomparsa o quasi di malattie come il vaiolo e la poliomielite. E non basta nemmeno per gli “alternativi” che in Africa i decessi annuali per morbillo nei bambini siano passati da 400.000 in era pre-vaccinale a 36.000 nei vaccinati. L’unica alternativa, dunque, almeno per i soggetti a rischio, è la vaccinazione come suggerito pure dal nostro Assessorato.