Come altre volte, la precisa percezione di perdere solo tempo nello scrivere un articolo del tutto inutile ce l’ho anche in questo momento. Il tema è la creazione di un IRCCS (Istituto di ricovero e cura di carattere scientifico) a Vipiteno finalizzato alla neuroriabilitazione (gli IRCCS pubblici in Italia sono 16 e quelli privati 17). Vorrei fare due commenti, il primo di carattere generale e il secondo di tipo tecnico. Il commento generale è che il cittadino è distuRbato nel leggere che anche per questa iniziativa sterzinghiana la decisione dei politici è calata dall’alto senza alcun incontro preventivo (ancorché di carattere solamente consultivo) con il “mondo medico” fatto di tante voci: la Commissione per il Riordino clinico (commissione composita dove in precedenza si è solo riconosciuta genericamente l’opportunità di centri provinciali di riferimento), l’Ordine dei medici, l’Associazione dei primari (ANPO) e degli assistenti (ANAO). La dichiarata “new era”, in cui politici e sanitari, medici e paramedici, si sarebbero confrontati al meglio per risparmiare in sanità e nello stesso tempo migliorare l’assistenza ai cittadini (possibile?), mi sembra essere rimasta sulla carta. Non si spiegherebbero altrimenti le puntuali critiche alla riabilitazione di Vipiteno da parte di Donazzan (ANPO) e Volanti (ANAO) e le preoccupazioni di Zelger, primario della riabilitazione nella sede i Bolzano, unico ospedale tra l’altro dove esistono i Reparti di Neurologia e Neurochirurgia, “fisiopatolologicamente” correlati con la neuroriabilitazione. Per Zelger erano previsti nel 2011 2 milioni e mezzo di euro per potenziare il servizio bolzanino e portare i letti da 12 a 24. Il progetto IRCCS-Vipiteno prevede, invece, la spesa di 24 milioni di euro con attivazione completa nel 2012 (previsti 50 posti letto). Il Dr. Zelger è lecito allora che si chieda se, in questi tempi di vacche magre, questa distrazione periferica di fondi non inciderà sui fondi per la ”sua” riabilitazione (nonostante alcune affermazioni che così non sarà). A scanso di equivoci, personalmente ho sempre creduto che la gestione della sanità la realizzino meglio i politici dei medici, ma da sempre ho anche pensato con altrettanta convinzione che i politici che gestiscono la sanità, dal Ministro competente in giù, non possono non sentire “prima” le istanze, le esigenze, e le osservazioni dei medici, dei paramedici e dei tecnici. Ho letto che riguardo a IRCCS-Vipiteno sarebbe prevista la consultazione della Commissione di riordino clinico: ma “a posteriori” che senso ha se non quello di far vedere che si tiene conto di tutti, ciò che non è vero? Questa palese incoerenza tra le promesse di un lavoro sintonico politici-medici nell’interesse della collettività intera, e il modo in cui le decisioni politiche sono state prese anche questa volta, mi sembra l’aspetto più serio della questione.
Il secondo commento è tecnico e riguarda l’IRCCS per quanto attiene alla sede prescelta e in questo so che non tutti i colleghi sarebbero d’accordo con me. Una sede decentrata, per un servizio così importante a me sembra inopportuna. Un servizio peculiare come quello di neuroriabilitazione va potenziato e migliorato, anche per numero di posti letto là dove coesistono altri servizi/reparti fortemente collegati sotto il profilo patologico, in primis la Neurochirurgia che c’è solo a Bolzano e che funziona egregiamente. Quindi è anzitutto il servizio bolzanino che va potenziato, servizio che data la centralità di Bolzano viene facilmente raggiunto da ogni sede periferica. Immaginiamo i disagi di un cittadino della Val d’Ultimo o della Val Venosta che debba andare a Vipiteno. Questo discorso rende plausibili anche le istanze delle case di cura Bonvicini e Melitta finalizzate alla riabilitazione, questione opportunamente sollevata dai rispettivi responsabili Bonvicini e Waldner. Infine,non ho capito se chi dovrà dirigere la IRCCS di Vipiteno, ci lavorerà “full time”, a tempo pieno, o no: sarebbe ben strano che ipotizzando il potenziamento di riabilitazione di Vipiteno, piuttosto costoso sia “prima” che in corso di gestione, si consentisse a chi lo dirigerà un impegno solo parziale. “Prediche inutili” è il titolo di un libro scritto tanti anni fa da quel gentiluomo che è stato Luigi Einaudi. Ecco, mi pare proprio un buon titolo anche per questo articolo.