L’emicrania classicamente colpisce la metà del capo, ha carattere pulsante ed è così intensa da interferire con il lavoro quotidiano. L’OMS la colloca giustamente tra le 20 malattie più disabilitanti. In Italia, l’emicrania colpisce le donne 3 volte più dei maschi (18% contro il 6%), differenze non rilevabili prima del ciclo mestruale o dopo la menopausa ciò che suggerisce un ruolo causale degli  ormoni sessuali. All’emicrania la rivista CARE dedica opportunamente parte dell’ultimo numero, riportando le precisazioni di noti esperti del ramo (Brabanti, Granella, Nappi) che vale la pena di riassumere. Pur essendo maggiormente penalizzate dalle crisi le donne le sopportano più “dignitosamente” dei maschi, ma risultano invece più aleatorie nel seguire la terapia farmacologica corretta, autocurandosi non di rado con comuni analgesici e antiinfiammatori invece che con i più specifici e efficaci “triptani”. La correlazione tra crisi emicraniche e ciclo mestruale contrassegnato da importanti variazioni ormonali ha inevitabilmente attirato l’attenzione sull’effetto non univoco dei farmaci contraccettivi estro-progestinici. Secondo gli esperti nelle donne sofferenti di emicrania dovrebbe essere usato l’estrogeno al dosaggio minimo e il progestinico quanto più possibile simile al progesterone naturale. Inoltre, poiché le crisi emicraniche risultano concentrarsi nei giorni in cui l’anticoncezionale viene sospeso, si ritiene preferibile una terapia estro-progestinica, o soltanto progestinica, senza interruzioni. L’anticoncezionale orale, pure prescritto con finalità anti-emicrania, può essere sostituito da cerotti settimanali ad hoc o anche da un anello vaginale (cambiato ogni 21 giorni), terapie che consentono entrambe un livello estrogenico basso e stabile. Ovviamente, anche la gravidanza influenza l’emicrania: le crisi, infatti, scompaiono nel secondo e nel terzo trimestre (nel 53% e, rispettivamente, nel 79% delle gestanti), e ciò grazie non solo alla stabilizzazione ormonale, ma pure al maggiore rilascio in questi trimestri di sostanze oppiacee endogene (endorfine). Nel puerperio, una recidiva precoce di emicrania è la regola (già entro la prima settimana nel 34 % delle neo-mamme). Gli esperti consigliano, in ogni caso, alcune semplici misure preventive (non saltare i pasti, ridurre caffè e fumo, abolire l’aperitivo alcolico a digiuno) e soprattutto sottolineano la necessità di una collaborazione tra ginecologo, neurologo e medico di base, un automatismo gestionale multidisciplinare che per ora risulta in larga misura non formalizzato. In conclusione, l’emicrania è un disturbo non semplice per il quale è sconsigliabile il “fai da te” ed è molto auspicabile un buon rapporto tra paziente ed esperti in vari settori.