Per le coppie che ci tengono ad avere un figlio l’infertilità è un problema molto sentito. Un grosso progresso conoscitivo è stato il riconoscimento che responsabili dell’infertilità non sono esclusivamente le donne, considerate ingiustamente per secoli le uniche “colpevoli”. La verifica della infertilità maschile non è però semplice e comporta soluzioni poco simpatiche e fonte di stress, stress che è proprio una delle possibili cause di infertilità. Altro progresso è rappresentato dalla fecondazione in vitro che ha rivoluzionato l’approccio a questo problema. Per questa scoperta al padre della fecondazione in vitro, Dr. Robert Edwards, è stato assegnato il premio Nobel e pure la Chiesa considera lecito questo tipo di fecondazione, purché non eterologa, cioè ottenuta con gameti esterni alla coppia. La rivista “Dialogo sui Farmaci” riporta ora la notizia, ripresa pure da qualche giornale di rilevanza nazionale, che un collega in doppia veste di ginecologo e omeopata ha progettato una nuova terapia dell’infertilità centrata sugli “aspetti funzionali e del mondo psicologico e di relazione delle coppie”. Il progetto sarà realizzato in un antico castello umbro, immerso nel verde e dotato di ogni confort. Andando al sito specifico si trova che in esso si praticano quasi tutte le cure non convenzionali. Il ginecolologo omeopata sottolinea che “Con la medicina omeopatica i risultati migliori si ottengono in caso di problemi funzionali e, in particolare, nella sterilità ovarica. Nelle patologie organiche come ostruzione delle tube o totale assenza di spermatozoi, l’omeopatia è invece [bontà del collega !], totalmente inefficace”. La rivista “Dialogo” rimarca il fatto che la coppia si trova a vivere in un ambiente da sogno, dove beneficerà di trattamenti ossidanti e chelanti, lavaggi vaginali, idrocolonterapia, erbe varie e agopuntura. La fatica fisica viene sconsigliata ed è invece fortemente agevolato il relax, in sintonia con l’adagio popolare triestino che “il sesso (termine da me edulcorato) no vol pensieri”. Nove mesi dopo questa “cura” sui generis in un castello romantico, circondati di mille attenzioni e in riposo assoluto, se una coppia è ancora innamorata e si… “dà da fare” ogni giorno per una settimana, è probabile che qualche bambino in più veda la luce. Peccato che nessuna delle proprietà suddette dell’omeopatia, dall’ossidazione alla chelazione, sia stata mai dimostrata in vivo e che nessuno studio controllato confermi l’efficacia specifica di questa “settimana terapeutica” sulla infertilità. Il costo settimanale è circa 3000 euro a persona e nel castello non vige l’insoddisfatti/rimborsati: si può sempre tornare un’altra volta, dato che i tentativi terapeutici non sono poi così…sgradevoli, costo a parte.