Il Clostridium botulinum produce una tossina neurotossica (7 tipi antigenici a diverso potenziale neurotossico) potenzialmente mortale nei soggetti che assumono cibi contaminati e conservati, in primis carni, pesce,  insaccati (il pericolo è inesistente per i cibi freschi). Una volta assorbita nell’intestino la neurotossina raggiunge con il sangue le sinapsi dove le fibre nervose, per poter attivare i muscoli, rilasciano tra l’altro acetilcolina. Bloccando l’acetilcolina, la tossina botulinica inceppa i movimenti muscolari (volontari e non). Dopo giorni di incubazione caratterizzata da gastroenterite affiorano progressivamente le paralisi dei muscoli oculari (con diplopia, strabismo, ptosi palpebrale), esofagei (alterata deglutizione) e disturbi secretori (secchezza orale). Quando sono colpiti i muscoli respiratori, se non si interviene, il decesso è la regola (in Italia trenta morti in media ogni anno). L’ultima epidemia del ’96 era causata dall’assunzione di mascarpone avariato nel tiramisù. Con terapia tempestiva la mortalità, che a seconda del tipo antigenico oscilla tra 30-70%, si riduce al 10% e la guarigione avviene senza sequele. Misure profilattiche sono il riscaldamento a +120° prima di inscatolare, la bollitura 20 min prima del consumo e lo scarto di cibi sospetti (scatole “gonfie”, odore cattivo). La terapia si avvale di siero antitossina polivalente o monovalente, ma talora la tracheotomia risulta inevitabile. La rinnovata notorietà della tossina botulinica, comunque, non è certo dovuta ai danni neurotossici, bensì a possibili suoi benefici clinici e soprattutto estetici, alcuni assodati, altri ipotetici, altri sovrastimati. I primi tentativi terapeutici, autorizzati dalla FDA già nel 1989, hanno riguardato la correzione dello strabismo oculare e poi di altra patologia sia oculare che extra-oculare. Un killer un tempo temuto sta diventando un alleato e soprattutto un affare gigantesco specie a favore del Paese oggi  più in crisi, l’Irlanda. L’intera produzione mondiale di botulino (Botox) è garantita da una piccola ditta supertecnologica che  produce 26 milioni di fiale per un fatturato di 370 milioni di euro all’anno e che si avvale di appena 80 operai. Chi si sottopone a terapie estetiche deve tuttavia ricorrere a medici esperti, sapere che i trattamenti vanno ripetuti periodicamente e che non costano poco. E’ in ogni modo ipotizzato che il boom della terapia botulinica per ridurre rughe e zampe di gallina e proporre labbra allusive sarà superato da quello, ancora in sordina, di applicazioni cliniche sempre più numerose e più “serie”, accettate o in attesa di convalida, dalla sudorazione eccessiva, all’emicrania, agli spasmi esofagei all’asma e a forme diverse di spasticità muscolare. Stiamo a vedere.