E’ triste che si debba ancora dibattere sulle Medicine complementari-alternative (MCA), ma alcune insistenze poco convincenti di alcuni gestori politici della salute mi costringono a farlo. Una pregiudiziale, a scanso di equivoci, è che qualsiasi iniziativa intrapresa per migliorare anche solo la qualità di vita dei pazienti affetti da tumore o da patologia cronica non può che essere condivisa pienamente (e chi potrebbe non essere d’accordo?). Il problema concreto è se l’aiuto che si intende dare, e che ha dei costi, sia validato da evidenze cliniche o sia invece sollecitato solo da opportunità politiche. In effetti, il lavoro di verifica che ci si dice di voler fare a Merano, è stato già fatto “ad abundantiam” dalla comunità scientifica internazionale. In sintesi:
2007. Il NICE, organizzazione indipendente inglese che ha il compito di stabilire ciò che è utile per la salute e per la prevenzione delle malattie conclude testualmente che “fino ad ora non c’è nessuna guida clinica per poter raccomandare l’omeopatia (idem per altre CAM) per nessuna condizione patologica”.
2008. l’Associazione Medica degli Stati Uniti sottolinea che: 1) i 7500 studi reperibili in una banca dati favorevoli alle varie MCA sono per la maggior parte assai scadenti ciò che di per sé fa crollare l’attendibilità degli stessi; 2) le prove d’efficacia quando i parametri di giudizio sono soggettivi (una caratteristica costante nelle MCA), è decisamente aleatoria; 3) nell’interesse dei pazienti, le prove d’efficacia non possono invece essere sostituite da testimonianze aneddotiche.
2008.Il professore Edzar Ernst, nato a Berlino, con carriera iniziata all’Ospedale Omeopatico di Monaco e per anni omeopata e agopunturista lui stesso, dirige attualmente una Cattedra di MCA in una università inglese. Nel 2008 Ernst invia una lettera urgente alla “Royal Pharmaceutic Society” raccomandando: 1) di “mettere alle strette i farmacisti che vendono rimedi omeopatici senza avvertire che questi non hanno effetti specifici sugli esseri umani” e 2) di “permettere ai pazienti di comprare quello che vogliono, dicendo loro però la verità su ciò che stanno comprando”. Ancora, Ernst rimarca come “non sia affatto dimostrato che i benefici delle MCA a scopo palliativo siano superiori a quelli delle palliative fornite dalla medicina convenzionale. E noi a Bolzano ne abbiamo un eloquente esempio nel reparto di geriatria dell’Ospedale, dove si porta avanti con umanità, professionalità e tante difficoltà una battaglia a favore di pazienti tormentati da patologie croniche dolorose, tumorali e non (ma perché gli encomiabili medici delle palliative, e pure gli altri, non fanno mai sentire la loro voce pubblicamente?) Non tutti rispondono così bene? Certamente no, ma sarebbe davvero grave pensare che solo la esigua minoranza dei colleghi che praticano cure non convenzionali siano umani con i malati e che quelli convenzionali (che per l’80 per cento di entrambi i gruppi linguistici si sono dichiarati contrari all’attivazione del servizio a Merano) siano disattenti e inadeguati nei confronti dell’ammalato che soffre.
2010 (febbraio). Il comitato tecnico-scientifico del parlamento inglese conclude che “la letteratura scientifica dimostra che non c’è alcuna evidenza di efficacia dell’omeopatia e che non sono giustificate ricerche ulteriori in questo ambito.”
2010 (maggio) La Associazione medica inglese chiede di mettere al bando le MCA etichettandola senza mezzi termini come “witchcraft” (stregoneria).
Per concludere mi si consenta di rispondere ad alto funzionario che “si è difeso” qualche giorno fa dalle critiche anche dell’Ordina dei Medici, insistendo che le terapie praticate a Merano non devono chiamarsi alternative ma alternative-complementari. Purtroppo egli ignora che le 2 medicine sono “filosoficamente” del tutto incompatibili. Sicuro di fargli cosa gradita, lo aggiorno riportando cosa diceva il fondatore dell’Omeopatia, FC Hahnemann: “Omeopatia e medicina tradizionale sono contrari l’una all’altra e solo chi non le conosce può illudersi che si possano avvicinare o anche abbinare e persino può arrivare alla ridicolaggine di curare il malato a suo piacere, ora allopaticamente ora omeopaticamente. Questo procedimento costituisce un tradimento delittuoso della divina omeopatia.” Sic!