Poniamo di avere troppa roba in un cassetto e di decidere di alleggerirlo. Per farlo dobbiamo sia smettere di riempirlo sia svuotarlo di qualcosa. Se il cassetto strapieno lo sostituiamo metaforicamente con il nostro sovrappeso corporeo, il ragionamento non cambia: riempire meno diventa “mangiare meno” e svuotare il cassetto diventa “disperdere calorie”, cioè muoversi di più. Mentre il discorso sul cassetto sembra razionale a tutti, per  l’eccesso di adipe la razionalità di molti obesi è spesso sostituita dalla irrazionale fiducia in diete che millantano di ridurre il grasso prontamente (e magari dove più interessa!). L’inganno è alimentato da una massiccia promozione sui media. Un cartellone stradale, come ha riportato giorni fa su un quotidiano il dietologo Del Toma, promette ad esempio un calo di almeno 5 kg in 20 giorni. Ma facciamo un po’ di conti e poniamo che una persona sedentaria con 20 kg di troppo, si metta a digiunare per 20 giorni completamente, assumendo solo acqua (altrimenti non durerebbe fino alla verifica!). Posto che l’obeso già prima del digiuno avesse ridotto l’introito a sole 1500 Calorie (Cal), questo risulterebbe complessivamente di 30.000 Cal. (1.500 Cal. x 20 giorni). Poiché 1 grammo di grasso alimentare corrisponde a 9 Cal, se il deficit di introito calorico venisse compensato unicamente dal consumo di grasso corporeo (1g del quale corrisponde a 7,5 Cal.) si perderebbero in teoria circa 4 chilogrammi. Ma un digiuno assoluto di 20 giorni è ovviamente improponibile come cura dimagrante e, tra l’altro, provocherebbe un calo ponderale maggiore a spese anche della “massa magra” (proteine muscolari) e dell’acqua intracellulare. Quindi diete ipocaloriche sì, per gli obesi, ma mai drastiche (e soprattutto non illusorie e/o pericolose), sempre abbinate ad una attività fisica quotidiana ragionevole senza eroismi (lo svuotamento dell’ipotetico cassetto “un po’ alla volta”). Queste sono le direttive corrette che ogni società scientifica propone per un ipotizzabile smaltimento mensile di circa 3 kg di grasso. Sul perché le persone siano invece così attirate da furbizie ingannevoli ho chiesto il parere ad un esperto, L. Lucchin, Primario del Servizio di Nutrizione Clinica del nostro ospedale e Presidente dell’ ADI (Ass. It. di Dietetica e Nutrizione. Clinica). Ecco la risposta testuale: 1. Perché le persone sono consapevoli di essere poco costanti nel seguire direttive nel medio-lungo termine; 2. Perché gli obesi faticano ad analizzare i propri risvolti emotivi; 3. Per la poca consapevolezza che la scelta del medico è più importante della dieta proposta. Infine -aggiungerebbe chi scrive- ricordiamoci pure che le bugie hanno le gambe corte o, per gli Inglesi, persino nessuna gamba (“a lie has no legs!”).