In aprile 2011 dei ricercatori dell’Istituto di Biochimica e Scienze Nutrizionale dell’Ebrew University di Gerusalemme hanno pubblicato i risultati di uno studio di notevole interesse sia teorico che pratico. Gli studiosi hanno analizzato gli effetti di una dieta ipocalorica (1300 calorie: carboidrati 45-50%, proteine 20% e grassi 30-35%) protratta per 6 mesi in soggetti obesi con Indice di Massa Corporea superiore a 30 (nei normopeso l’IMC è 18.5-24.9). La casistica era costituita da 2 gruppi di funzionari di polizia, in metà dei quali i carboidrati (pasta e cereali) venivano assunti prevalentemente a cena e nell’altra metà durante le ore diurne. Criteri di giudizio erano considerati peso corporeo, circonferenza addominale, senso di fame e specifiche variazioni biochimiche e ormonali. Certi parametri venivano controllati più volte nella giornata e tutti, comunque, sia all’inizio che a 7, 90, 180 giorni. A distanza di 6 mesi nel gruppo “carboidrati serali ”si registrava una riduzione dell’appetito, un maggiore calo di peso, una minore circonferenza addominale rispetto al gruppo “carboidrati di giorno” e miglioravano inoltre, rispetto a quest’ultimo, la glicemia di base, la concentrazione dell’insulina plasmatica, l’insulino-resistenza ed i valori dei grassi circolanti. Risultavano beneficiare del regime “carboidrati serali” anche alcuni parametri espressione di infiammazione (proteina C-reattiva, “tumor necrosis factor” e interleukina-6). Ancora, la dieta “carboidrati serali” comportava un’aumentata concentrazione plasmatica degli ormoni leptina e adiponectina. La leptina, prodotta soprattutto (ma non solo) dal tessuto adiposo, regola principalmente il senso di fame, mentre l’adiponectina, prodotta solo dagli adipociti risulta in rapporto inverso col sovrappeso e cresce in parallelo con il colesterolo buono (HDL), migliora l’azione dell’insulina e svolge pure effetti antiinfiammatori. Insomma, concentrando alla sera l’introito di carboidrati si otterrebbero negli obesi dei vantaggi non registrabili con una dieta caloricamente equivalente, ma con assunzione di carboidrati durante il giorno. Che la dieta ipocalorica “a carboidrati serali” attenui l’appetito, faccia perdere peso, riduca la pancia, migliori il metabolismo di zuccheri e grassi e regoli gli ormoni che influenzano il senso di fame e il consumo energetico più di quanto non faccia una dieta analoga ma con assunzione diurna di carboidrati, sarebbe l’ennesimo esempio dell’importanza della cronobiologia (argomento sottostimato, già trattato in una rubrica dell’aprile 2010). Va chiarito meglio il perché di queste differenze, ma soprattutto vanno in primis confermati tali dati, al momento pubblicati senza troppi dettagli e da un’unica equipe di ricercatori.