Molto scalpore ha destatola pubblicazione sul Journal of Personality and Social Psychology (JPSP) di un articolo del Dr. Bem. Questo noto psicologo della Cornell University ha condotto una indagine complicata (9 esperimenti, non dettagliabili in questo spazio) su 1000 volontari che venivano, per esempio, sollecitati a prevedere la comparsa di una foto (erotica) sul PC, in base ad una lista di parole ad hoc. Lo scopo era di chiarire se il nostro cervello è in grado di prevedere il futuro. Quattro revisori hanno accettato di pubblicare il lavoro di Bem, pur dichiarando di non esserne convinti e di non capire il meccanismo della percezione extra-sensoriale (ESP) che lo studio suggeriva. Contro le conclusioni di Bem si è schierata la totalità degli psicologi in USA e in Europa, dubbiosi della plausibilità di una ESP e critici circa la metodologia da lui usata. Il clamore è esploso da quando la notizia è rimbalzata sul  New York Times ed è noto che gli americani sono molto attratti dalla ESP, grazie anche a continue proposte di preveggenza e di eventi paranormali sugli schermi (chi non ricorda X-File?). Va rimarcata la correttezza sia del JPSP che, pur critico nei confronti di una ipotesi insostenibile sotto il profilo razionale, ha accettato egualmente di pubblicare il lavoro, sia della comunità scientifica contraria e tuttavia disposta a discuterne e non a snobbare, ben conscia che se non ci fossero idee e ipotesi innovative, anche controcorrente, la scienza vera morirebbe. Naturalmente, questa consapevolezza non implica che ogni idea esoterica o controcorrente sia plausibile di per sé, come vorrebbero i fautori delle medicine alternative e dell’extrasensoriale. A chi propone ipotesi non ortodosse si richiede infatti di portare delle prove oggettive e ad altri sutdiosi di confermarle. E’ d’altronde ben noto tra i ricercatori il cosiddetto “Effetto Rosenthal”, ossia l’eventualità che uno sperimentatore, anche se in buona fede, ricavi dallo studio che ha condotto le conclusioni che si aspettava di trovare. Molti illusionisti hanno d’altra parte confessato cha la loro precognizione è solo un trucco e qualcuno ha ricordato in proposito che Bem da sempre ha manifestato interesse per la cartomanzia e l’illusionismo. Negli studi di psicologia, inoltre, i parametri di giudizio sono inevitabilmente problematici. Una cosa, ad es., è giudicare l’efficacia di un farmaco anti-ulcera (al controllo, questa c’è o no), altra cosa è valutare se ciò che psicologicamente si prevede avviene, come afferma Bem, “un po’ di più” di quanto accadrebbe per caso. In sintonia con quanto ha scritto su “Darwin” il mio amico Silvano Fuso, acuto critico delle pseudoscienze, pure io prevedo la…imprevedibilità del  futuro. E non sarebbe meglio così?