Dimostrare che Dio esiste o che Dio non è necessario per spiegare l’origine del mondo sembra a molti, credenti e no, un impresa impossibile, benché i fisici S. Hawking e M. Mlodinov nel recente volume “Il Grande Disegno” non siano del tutto d’accordo. Altrimenti, se la dimostrazione ci fosse, si dovrebbe ipotizzare la scomparsa della fede in quanto superata dall’evidenza. Convinti di quell’impossibilità e, al contrario, della libertà assolutamente legittima di ognuno nel “credere” o nel “non credere”, tocchiamo di proposito questo tasto difficile solo per sottolineare come, a nostro avviso, qualsiasi  sicurezza senza se e senza ma sia piuttosto presuntuosa e immotivata. Questa riflessione merita di essere considerata a proposito di quanto ha dichiarato il Dr. Roberto De Mattei, nientepopodimeno che vice-Presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), in merito al tragico terremoto/tsunami giapponese. Data la carica che ricopre, il prof. De Mattei dovrebbe essere uomo di scienza visto che il CNR non è la Chiesa (che mai avrebbe fatto affermazioni così rischiose come le sue). Ed invece, coerente con quanto detto da Monsignor Mazzella dopo il terremoto di Messina del 1908, De Mattei dai microfoni di Radio Maria ha affermato in marzo che la tragedia di Fukushima “è stata una voce terribile ma paterna della bontà di Dio”, un “esigenza della sua giustizia” per i peccati compiuti dalla gente del Sollevante. Un mese dopo, sempre a Radio Maria, ha dichiarato che la Provvidenza si sarebbe servita dei barbari come castigo per far crollare l’Impero romano infestato ormai dagli omosessuali (“invertiti”). Un ricercatore dello stesso CNR, Dr. Rino Falcone, si è chiesto, come sia possibile che De Mattei, docente non di geologia o di fisica ma di Storia Moderna e Storia del Cristianesimo presso l’Università Europea di Roma, istituto dei “Legionari di  Cristo”, sia stato nominato nel 2004 vice-Presidente di un ente scientifico (promoter risultano essere due politichesse di punta come la Gelmini e la Moratti). Anche a noi, del tutto indifferenti alla collocazione politica dei supporter, sembra in effetti paradossale che un esegeta pieno di dogmi, che tiene una rubrica su Radio Maria, che dirige il periodico “Le radici cristiane” e che polemizza persino con l’ultimo Concilio, sia vice capo di un ente scientifico che per capire il mondo fisico basa la sua attività proprio sulla ricerca scientifica priva di preconcetti. Chi avesse letto l’intervista fatta in aprile a De Mattei dal giornalista/saggista A. Gnoli ricorderà altre “interpretazioni” piuttosto sconcertanti. Alla domanda se i terremoti di Fukushima e L’Aquila sono sanzioni divine, De Mattei risponde di non avere la pretesa di conoscere i motivi di queste punizioni ma che, se Dio le ha permesse, una ragione ci deve essere (glissando sul fatto che il Giappone è a prevalenza scintoista e il demiurgo di chi ha gli occhi a mandorla è…un Dio diverso). Incalzato da Gnoli se crede in Adamo ed Eva e se va respinta tout court l’ipotesi evoluzionista (largamente accettata e adattata dalla Chiesa), De Mattei conferma di sì e risponde che il “paradiso terrestre è una realtà storica, non una metafora”. Il Presidente del CNR, prof. Maiani, scrive in una nota ad hoc che “I contenuti delle posizioni del prof. De Mattei non coinvolgono in alcun modo il CNR. L’intervento non è stato reso nella sua veste di vice-Presidente dell’Ente e il contesto in cui esso è stato reso è estraneo alle attività e alle finalità del CNR”. Più chiaro di così? Ma allora ci si chiede perché mai il prof. De Mattei (che lo scriba per altro apprezza per la sua schiettezza e coerenza) continua ad essere vice-Presidente (con stipendio sostanzioso) di un ente necessariamente razionale e non dogmatico come il CNR. Il teologo don Paolo Renner, cui ho chiesto di commentare questo articolo ricorda testualmente che “lo stesso Giovanni Paolo II nella sua enciclica Fides et ratio del 1998 sul rapporto fede–ragione, sosteneva che si tratta di due ali mediante le quali lo spirito umano si innalza a contemplare la verità. Le due ali non sono una sola: devono battere in sinergia, ma non annullarsi o sopraffarsi a vicenda. L’intelligenza è dono divino quanto la fede. Guai se una delle due esautora l’altra o ne prende il posto. Delle imitazioni e delle invasioni di campo si deve sempre diffidare!” E’ forte l’impressione che il vice-Preseidente del CNR non abbia letto quella enciclica e che sia attratto dal volo monoala.