Più di un paziente su 10 (inclusa la lettrice che mi chiede di parlarne) lamenta di essere pieno di gas. In realtà, la quantità di gas nella nostra pancia può non correlarsi con l’entità del meteorismo percepito. Infatti, responsabile del disturbo, più che l’aumento assoluto del gas, è il suo accumulo circoscritto a segmenti  del colon, anche quando l’addome sembra disteso “in toto”. Questi comparti sono dovuti a spasmi muscolari che ostacolano il regolare transito del gas. Di fatto, la quantità di gas presente normalmente nell’intestino è modesta (100-200ml) e non molto diversa da quella dei soggetti meteorici (solo in rari casi si  arriva a 500ml). Nel tratto digestivo alto il gas ha la stessa composizione dell’aria che inspiriamo ed eventualmente eruttiamo (ossigeno 21%, azoto 78%). L’aumentata deglutizione di aria (“aerofagia”) non è che l’esasperazione, più facile negli emotivi, di ciò che avviene di norma: ogni minuto si inghiottono senza saperlo circa 3ml di aria, il che fa 180ml ogni ora, per cui il contenuto gassoso/24 ore sarebbe insostenibile senza meccanismi di eliminazione ai quali, per altro, rutti e flati concorrono scarsamente: in effetti, il gas intraluminale viene in gran parte assorbito dall’intestino tenue e riversato nel sangue, per essere poi espirato. Diversamente, l’aria emessa con i flati (10-20 al giorno, anche inconsapevolmente), ha una composizione molto diversa (CO2, metano, idrogeno), in quanto dovuta al gas che si forma nel colon specie per fermentazione di cibi che notoriamente lo sviluppano (fagioli, rape, ceci, lenticchie, carciofi, mais, patate, fibre varie, dolcificanti come fruttosio e sorbitolo). Una maggiore produzione di gas nell’intestino crasso si ha pure quando è difettosa la mucosa dell’intestino tenue (come ad esempio in caso di intolleranza al lattosio o nella celiachia), per cui al colon pervengono rispettivamente lattosio o glutine in precedenza non assorbiti e pertanto fermentabili dalla flora batterica di questo tratto. A prescindere da queste “gassosità” specifiche che comporteranno l’eliminazione dalla dieta di latte e glutine, per ridurre il meteorismo converrà limitare i cibi che producono gas  e non eccedere in frutta e verdura ricche di cellulosa. Andranno pure corrette abitudini incongrue, come mangiare frettolosamente, fare contemporaneamente cose “distraenti” durante i pasti (lettura del giornale, guardare la TV), sdraiarsi subito dopo mangiato, mentre un regolare movimento fisico aiuterà a ”sgonfiarsi”. In conclusione, il meteorismo è un disturbo in cui il  “fai da te” realizzato con buon senso può rendere molto di più e costare molto meno di preparati antigas convenzionali o alternativi di efficacia non documentata.