I FANS tradizionali sono farmaci usati specie negli anziani dato che in questi maggiore è la prevalenza di malanni muscolari e osteoarticolari. I benefici dei FANS vanno tuttavia pesati contro il rischio ben noto di danno gastrointestinale nei pazienti che li assumono (disturbi digestivi, gastrite, erosioni, ulcera). Su tale effetto collaterale ci siamo già soffermati non da molto per sottolineare l’importanza di una concomitante gastroprotezione o con farmaci che aumentano le resistenze della mucosa (prostaglandine) o con energici antisecretivi come i cosiddetti prazoli. In realtà, ci sono altri effetti avversi dei FANS meno noti ma non per questo meno importanti. Questi effetti extra-digestivi sono affiorati con un certo ritardo dopo la commercializzazione, e ciò perché gli studi controllati che precedono l’autorizzazione alla vendita servono a stabilire soprattutto l’efficacia di un farmaco, mentre è solo la sorveglianza post-marketing che consente di definirne meglio la sicurezza. Benché meno del capostipite aspirina, anche i FANS inibiscono, ad esempio, l’aggregazione piastrinica, con conseguente ridotta coagulabilità del sangue. Inoltre, e anche in questo caso meno dell’aspirina, i FANS causano nel soggetto broncospasmo e quindi respiro asmatico. Ancora, i FANS influenzano negativamente la funzione renale (per ridotto flusso ematico) aumentando così la ritenzione di liquidi e di sodio, con conseguente impatto sulla pressione arteriosa. Specie per alcuni (nimesulide) la epatotossicità è più di un sospetto. Una recentissima meta-analisi di 31 studi per un totale di 116.429 pazienti, ha infine rilevato che i FANS sono penalizzati pure da tossicità cardio- e cerebrovascolare. Trattandosi di composti di formula chimica alquanto diversa, la tossicità può risultare più marcata con alcune molecole e meno con altre. Tra i più contrassegnati da rischio vascolare (infarto, ictus) sembrano essere il diclofenac e l’ibuprofene, mentre meno cardiotossico risulterebbe il naprossene. Tuttavia, non tutti i FANS sono stati studiati sotto il profilo della tossicità su cuore e cervello e quindi, in quelli non esaminati ad hoc, la tossicità potrebbe risultare assente solo perché non vagliata. Va pure considerato che nelle sperimentazioni cliniche i soggetti di alcune fasce di età (over 65, bambini), non vengono reclutati e le informazioni sugli effetti collaterali si mutuano dai dati registrati in soggetti di età diversa. Niente allarmismo, si tratta di effetti comunque rari ma, dato che tali farmaci sono spesso assunti senza controllo del medico, il rischio cardio-cerebrovascolare va a maggior ragione tenuto presente, specie nei trattamenti protratti. In ogni modo, meglio evitare un imprudente  “fai da te”.