Una lettrice mi chiede di chiarirle le idee su tecniche e leggi relative alla fecondazione assistita (FA). La FA prevede l’unione al di fuori del corpo della donna dei gameti e cioè dello spermatozoo e dell’ovulo, sotto controllo microscopico. La FA è detta “omologa” se spermatozoo e ovulo provengono dai genitori biologici del nascituro, mentre si parla di fecondazione “eterologa” quando lo spermatozoo o l’ovulo sono ottenuti da un soggetto esterno alla coppia. L’accoppiamento dei gameti può avvenire per contatto “normale” tra ovulo e spermatozoo (tecnica FIVET) o per introduzione con ago dello spermatozoo nel citoplasma dell’ovulo (tecnica ICSI). L’embrione formato viene poi trasferito con una cannula nell’utero della donna. Su temi così delicati, si è da tempo aperto un dibattito per le perplessità specie di ordine etico/religioso riguardanti in primis la fecondazione eterologa, la possibile commercializzazione degli embrioni, la loro creazione e successivo uso a scopo di ricerca e, infine, un ricorso indiscriminato alla cosiddetta maternità surrogata (“utero in affitto”). Quest’ultimo uso ha avuto ampio spazio sui media specie da quando vi ha fatto ricorso Nicole Kidman che, non riuscendo a rimanere incinta, ha fatto fecondare una donna con il seme di suo marito. In Italia, la legge 40 del 2004 ha vietato tali pratiche e il quorum per un’abrogazione di tale divieto tramite referendum non è stato raggiunto. Conseguenza della restrizione è il cosiddetto turismo riproduttivo, per cui i cittadini che vogliono figliare scelgono di andare in Paesi più permissivi. Adnkronos Salute riporta che le mete preferite dai connazionali alla ricerca di ovuli o spermatozoi sono la Spagna, la Svizzera e la Repubblica Ceca. Il fenomeno non è marginale se 4000 coppie si recano ogni anno all’estero per ottenere un figlio “in provetta”. Di queste, tuttavia, solo 2000 aspirano alla fecondazione eterologa ed è allora da capire perché altri 2000 si recano all’estero con disagi vari e spese per ottenere prestazioni che, non essendo vietate, possono aversi tranquillamente anche in Italia. Se la lettrice ne avesse personalmente bisogno, può considerare che in Provincia esiste più di un Centro qualificato (Ospedale di Brunico e Bolzano in primis) che si occupa ad alto livello di FA. Segnalo, infine, che la Corte Costituzionale che doveva pronunciarsi in merito al divieto della fecondazione eterologa fissato dalla legge 40, ha restituito gli atti ai giudici rimettenti per valutare la questione alla luce della sopravvenuta sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’uomo del 3/11 2011. Una sconfitta, almeno momentanea, per chi ritiene incostituzionale la Legge 40 che per altro, come si è detto, può essere “legalmente” aggirata da chi ha i soldi per poterlo fare.