Medici e farmacologi non avranno più a disposizione a partire dal 2013 una fonte di aggiornamento/controllo socio-sanitario di primissima qualità: la rivista “Dialogo sui Farmaci” (DSF). DSF esiste da 20 anni grazie ad un contributo della Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e a 7000 abbonamenti di cui (nel 2011) solo 300 erano individuali e i rimanenti sottoscritti da varie ASL. Nessuna “sponsorizzazione” da Aziende farmaceutiche o da produttori di trattamenti “salutistici”, ovviamente poco amanti del rigore critico della rivista. Purtroppo, la crisi che coinvolge anche l’Italia comporterà l’interruzione dal prossimo anno sia del contributo AIFA sia degli abbonamenti ASL. Le Regioni quasi tutte, da parte loro, sono costrette a tagliare rinunciando in primis (ahimè!) a fare informazione di qualità per i medici, ciò che non può non avere ricadute indirette sui cittadini. Purtroppo, “Un informazione indipendente senza aiuto pubblico e che non trova un numero sufficiente di lettori/medici disponibile a pagare 56 euro all’anno non ha, evidentemente, radici robuste” – scrive il Direttore Massimo Valsecchi, che ricorda con amarezza come in Francia la rivista “Prescrire”, un preciso riferimento anche per DSF, vive grazie ad un numero molto maggiore di medici sottoscrittori. La scomparsa di informazioni critiche su pubblicità ingannevole, sicurezza dei farmaci, bufale sanitarie di varia indole è di estrema gravità perché ciò lascia indifesi sia medici che cittadini nei confronti di quelli che Valsecchi chiama “venditori di fumo”. Stessa sorte era toccata tempo addietro al prezioso Bollettino di Informazione sui Farmaci sospeso per ragioni politiche a seguito di uno scandalo AIFA a dir poco oscuro. La scomparsa di fonti informative serie per mancanza di fondi sarebbe obtorto collo più accettabile se un fiume di denaro non venisse contemporaneamente e sfacciatamente disperso. Così purtroppo avviene e per questo chi scrive si scandalizza confrontando le cifre di seguito riportate con il costo globale di un annata di DSF (affitto locali, costo materiale, telefoni, stipendi Direttore e 10 collaboratori) pari a 500.000 euro. Udite, udite: Manganelli (capo della Polizia) stipendio annuale 621.253 euro, Canzio (Ragioniere Capo) 562.231, Ionta (Amministrazione penitenziaria) 543.954, Fortunato (Ministero Economia) 536.954. E se non basta ricordiamoci anche che il direttore dell’ENI Scaroni guadagna 11.725 euro al giorno e che Geronzi, past-president delle Assicurazioni Generali, ha ricevuto una buonuscita di 16 milioni di euro pari a ben 96 milioni di vecchie lire al giorno. Allora c’è davvero da chiedersi se non si poteva trovare una qualche soluzione per impedire la morte preannunciata di DSF. Cultura e informazione sempre in coda: che tristezza!