Più di un anno fa l’allora Ministro della Gioventù, Giorgia Meloni aveva promosso il sito www.infoenergydrink.it con l’obiettivo di  “favorire il consumo consapevole delle bevande analcoliche energizzanti”. La rivista Dialogo sui Farmaci (DSF), nella rubrica “Cane da Guardia”, si è soffermata su questa iniziativa criticando in primo luogo che nel sito non si evidenzino gli effetti della caffeina in tali drink. Infatti, a certe dosi e specie negli adolescenti, nervosismo, insonnia, batticuore e nausea sono reazioni piuttosto frequenti. E’ vero che la quota di caffeina in 250 ml di tali bibite non supera quella di una tazzina di caffè, ma è vero anche  che il consumo di energizzanti spesso non si limita ad una sola lattina. DSF stigmatizza pure che nel sito non si segnali che la taurina, altro costituente dei drink, potenzia l’effetto eccitante della caffeina e che si sorvoli sul rischio di sovrappeso e diabete dovuto agli zuccheri semplici contenuti negli energizzanti. Tale rischio negli adolescenti è così concreto in USA che si è proposto in quel Paese (vedi rubrica del 19/1/2010) di tassare “a monte” le bevande zuccherate per compensare il costo socio-sanitario del danno prodotto. Viene inoltre trascurata nel sito la relazione tra bevande energizzanti e consumo alcolico. Questa “dimenticanza” è per DSF particolarmente riprovevole perché sono proprio adolescenti e giovani adulti “i maggiori consumatori di questi cocktail, noti per ridurre la percezione dello stato di ebbrezza.” La ridotta percezione di euforia facilita a sua volta l’abuso alcolico saltuario, quello più pericoloso per i giovani alla guida di una vettura, con conseguente maggior rischio di incidenti stradali. DSF si chiedeva pertanto se non sia opportuno che ”le iniziative governative rivolte ai giovani siano basate su reali bisogni di salute, piuttosto che atte a istituzionalizzare delle campagne promozionali travestite da messaggio informativo”. In effetti, il sito succitato veniva considerato dal Ministro una fonte attendibile e utile a sfatare “falsi  miti e allarmismi”. Un’ulteriore  perplessità nei confronti di tale avallo istituzionale nasce dal fatto che le due citazioni del ministero riguardanti il sito Energy Drink sono state entrambe realizzate in collaborazione con l’Associazione Italiana dei Produttori di Bevande Analcoliche, uno sponsor piuttosto…singolare. Sembrava pertanto non astrusa l’ipotesi avanzata un anno dopo dal Consiglio dei Ministri di tassare anche da noi le bibite zuccherate, a vantaggio della salute dei giovani e delle casse dello stato (ricavo approssimativo intorno ai 250 milioni di euro). Tuttavia, per motivi se non misteriosi poco chiari, già nel settembre 2012 la tassa sulle bibite zuccherate (e sui superalcolici) svaniva come neve al sole.