Grillo in rubrica, quindi esclusivamente in ottica medica, a prescindere dalle sue critiche al mondo politico che tra l’altro sono in buona parte condivise, almeno a parole, da tutti i partiti. In ottica medica perché nel 1998, durante un performance teatrale replicata per due anni, il Beppe si è lasciato andare ad affermazioni scioccanti circa AIDS e HIV. Poteva trattarsi di una boutade o magari di una incauta adesione a ipotesi scettiche formulate a quel tempo. Il fatto è che, dopo più di dieci anni di evidenze contrarie a ciò che Grillo sosteneva, non c’è stata alcuna sua ritrattazione personale, nonostante che la LILA (Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS) gli abbia richiesto con una lettera aperta una dichiarazione correttiva al riguardo. Grillo in quella trasmissione (e nel video che ancora circola) sollevava seri dubbi sull’esistenza del nesso tra HIV e AIDS e sulla pericolosità del farmaco AZT. Un dubbio molto pericoloso in sintonia con altri “negazionisti” (immancabili in ogni ambito, vedi la negazione dell’olocausto), tra i quali qualcuno anche qualificato ma isolatissimo (P. Duesberg, Kary B Mullis). A fine 2012 Valentina Avon, della LILA, scrive testualmente: ”Le sirene del negazionismo rischiano di portare al naufragio di ogni speranza di vita, all’illusione che forse i medici non hanno capito nulla, che negare la patologia la faccia sparire. Succede che la gente muore per questo. È successo anche di recente”. E le cifre sono eloquenti. Si calcola che dalla scoperta ad oggi l’AIDS ha fatto già circa 25 milioni di vittime. Nel solo 2005 (cifre ufficiali dell’ONU) si sono registrati 3,1 milioni di decessi (570 mila bambini!) e il numero di infettati ha raggiunto all’incirca i 3 milioni. In Italia, si registrano 6 nuovi casi di pazienti HIV-positivi ogni 100 mila persone (con un trend in aumento a Bolzano, in Sicilia e Val d’Aosta). Il Centro Operativo Aids (COA) segnala che nel 2001 più del 25% degli HIV-positivi aveva già sintomi sospetti e più della metà risultava già in fase di malattia avanzata. Se non adeguatamente e tempestivamente trattati (ed è dal Meeting di Vancouver del 1996 che i farmaci antivirali hanno cominciato ad arrivare), i malati di AIDS continuano dunque a morire, in Italia e nel mondo. Negare questo scenario è dunque molto grave per cui ritengo che Grillo, “alcune” posizioni del quale certo non mi dispiacciono, dovrebbe rispondere personalmente alla LILA, non negandosi e non delegando semplicemente qualche membro del M5S a farlo, come fino ad ora è successo. Ricordiamoci anche -e fa bene la LILA a rimarcarlo- che la vita degli HIV-positivi è drammatica non solo per le sofferenze psicofisiche, ma pure per i rapporti con i familiari, gli amici, i colleghi di lavoro. Drammi veri, insomma, su cui non scherzare.