La glutamina (o glutammina), prodotta prevalentemente dai muscoli, è l’aminoacido più abbondante nel nostro organismo. Negli ammalati critici, cioè gravi e con insufficienza multi-organo dei reparti di terapia intensiva si riscontra spesso bassa concentrazione ematica di questo aminoacido ascritta alla perdita di massa muscolare dei pazienti allettati. Al conseguente scarso apporto di glutamina specie alle cellule più importanti (nervose, epatiche, intestinali, immunociti) si è attribuito un esito più infausto e da qui l’ipotesi di somministrare a tali malati dei supplementi di glutamina per attivare gli antiossidanti endogeni (anti-radicali liberi) e alcune proteine speciali (“heat-shock proteins”), essenziali alla sopravvivenza delle cellule “stressate” come quelle dei malati critici. Una meta-analisi di studi attuati tra il 1997 e il 2001 su 500 pazienti affetti da patologia grave sembrava confermare l’utilità di tali supplementi. Purtroppo, molti degli studi si rivelavano poco attendibili per difetti metodologici (casistica troppo scarsa, mancanza di cecità, parametri di giudizio poco definiti, e altro ancora). Una recente policentrica condotta in Canada, Usa ed Europa, pubblicata in aprile 2013, è stata pertanto realizzata per definire la questione con reclutamento di 1223 pazienti ed il ricorso a una metodologia così rigorosa da escludere la casualità delle conclusioni (possibilità inferiore al 5%). I risultati ottenuti sono sorprendenti, tali da correggere i precedenti errori di valutazione e da aggiornare le strategie terapeutiche. La policentrica esclude intanto ogni impatto sia positivo che negativo degli anti-ossidanti sul decorso clinico dei pazienti critici. Quanto alla glutamina, i supplementi di tale aminoacido si associano non a benefici clinici ma ad un incremento assoluto di mortalità a 6 mesi, pari al 6.5%. Una delle ipotesi avanzate è che il basso livello di glutamina nei malati critici non sia un deficit negativo come si pensava, ma al contrario una reazione biologicamente utile: se così è, modificare con supplementi di glutamina questo adattamento non può che risultare deleterio. La policentrica è in sintonia con precedenti osservazioni secondo le quali nei pazienti critici il decorso clinico potrebbe comunque venir peggiorato dall’eccesso di aminoacidi favorito dalle soluzioni amino-glucosate spesso adottate in terapia intensiva. Questa correzione di tiro dimostra una volta di più come la medicina scientifica non sia esente da errori di valutazione, ma sia però capace di correggere sé stessa in base a nuove evidenze, immune dall’immobilismo acritico e antiscientifico che caratterizza le terapie non convenzionali. “Le verità accettate senza raziocinio- diceva il biologo Thomas Henry Huxley – possono far più danno degli errori”.