Il prurito cronico (persistente per più di 6 settimane) più o meno localizzato è lamentato nel corso della vita da circa il 10% delle persone. Più frequente nelle donne, aumenta con l’età e può alterare la qualità di vita. Il riconoscimento delle cause non è agevole e, se il medico fatica a risolvere il problema, il paziente non deve pensare ad una scarsa attenzione del suo curante. Alcune cause rare di prurito sono identificate con ritardo a causa dell’intervallo tra il suo esordio e l’affiorare di una patologia seria, quale insufficienza renale, malattie epatobiliari autoimmuni, emopatie proliferative (linfomi e poliglobulia). Tra le affezioni cutanee da citare in primis sono dermatite atopica, psoriasi, lichen planus, ma non va sottovalutata la possibilità che il prurito, sia favorito semplicemente dalla secchezza cutanea (“xerosi”). Questo prurito si accentua in inverno, riguarda di più gli anziani, e interessa prevalentemente le zone di cute più ruvida e squamosa (ad es., caviglie, zona peri-malleolare, gomiti). Più suscettibili al disturbo (o alla sua abnorme percezione?) sono pure gli ansiosi e i depressi, ma a causarlo ci sono pure rare malattie neurologiche che risparmio ai non medici (notalgia parestetica e prurito brachioradiale). Il grattamento inevitabile che ne deriva può avviare una dermatite pseudo-eczematosa. Co-fattori aggravanti risultano i bagni troppo caldi e frequenti (asporto del sebo cutaneo) e gli  ambienti troppo riscaldati e secchi, mentre assai raro nei nostri territori è il deficit di vitamina A. Come  trattamento fai-da-te sintomatico il paziente può intanto tentare l’uso di creme idratanti ma, tranne che per…il “prurito del settimo anno”, il medico va comunque consultato. Sarà lui a scegliere la terapia più adatta possibilmente in base alla causa, ma va detto che cure “specifiche” efficaci e di provata sicurezza a lungo termine non abbondano. Oltre agli emollienti di cui sopra, e specie in caso di prurito localizzato, i dermatologi possono contare su pomate anestetiche o alla capsaicina o sui cosiddetti “coolants” (rinfrescanti topici), come il mentolo a bassa concentrazione. I cortisonici, pur inattivi sul prurito, possono giovare come antiinfiammatori sulle lesioni da grattamento. Gli antiistaminici, vengono pure di solito consigliati, benché poco efficaci se non sull’orticaria. Possono pure giovare antidepressivi, agonisti/antagonisti dei recettori oppiacei e analoghi dell’acido gamma-aminobutirrico che per altro sono di prescrizione ultraspecialistica e  per i quali l’esperienza è ancora modesta. In conclusione, l’unico prurito di facile gestione è quello eventualmente causato da un alimento (che va eliminato) o da un farmaco ben identificato, purché la sospensione di questo sia possibile senza rischio per il paziente.