La signora Nelly M. mi chiede per la terza volta (ma con garbo) di spiegare in modo comprensibile com’é regolata la pressione (PA) e come essa si abbassa se è alta. Pur con qualche difficoltà provo ad accontentarla. Diciamo intanto che la regolazione della PA è un esempio biologico di “grande coalizione” (in tal caso funzionante!) tra 2 organi molto diversi per anatomia e funzione: il rene (cosa nota ai più) e il fegato (sorpresa per i più). In sintesi: il fegato produce una globulina detta “angiotensinogeno” che circola inattivo nel sangue. Su questo agisce l’enzima proteico detto “renina”, perché prodotto dal rene, che converte l’angiotensinogeno in “angiotensina 1” (ancora senza effetto sulla PA). Su di essa agisce infine l’enzima ACE che converte la angiotensina 1 in “angiotensina 2”. E’ solo quest’ultima che determina un aumento della PA attraverso tre meccanismi: 1. vasocostrizione diretta delle piccole arterie; 2. stimolo del surrene che rilascia così l’ormone “aldosterone” (con secondario riassorbimento di acqua e sali dai tubuli renali); 3. stimolo dell’ipotalamo a rilasciare l’ormone anti-diuretico vasopressina. In caso di PA alta, tra i farmaci più usati troviamo gli inibitori del sopra citato ACE. Essi, bloccando la formazione di angiotensina 2, interrompono così la cascata di cui sopra, con calo conseguente della pressione. A questi ACE-inibitori i medici associano spesso un diuretico che concorre a ridurre il volume del sangue circolante. Fin qui il meccanismo richiestomi dalla signora Nelly. La gentile interlocutrice non si sarebbe però mai aspettata che un effetto simile agli ACE-inibitori venisse esercitato dall’albume dell’uovo. La recente scoperta è di ricercatori della Clemson University (USA) i quali hanno individuato nel bianco dell’uovo un peptide (sub-proteina) in grado di contrastare efficacemente l’ACE e di indurre un calo della PA al pari degli ACE-inibitori prodotti dall’industria farmaceutica. Ricerca interessante, ma la scienza non è fatta di faciloneria e la scoperta non consente di alimentare ipotesi imprudenti così frequenti in chi prospetta in modo aleatorio effetti miracolistici/salutistici di diete “naturali”. Quando si parla di un alimento e delle sue proprietà, molto comune è infatti l’errore di non definire la quantità necessaria per ottenere un certo effetto (sia favorevole che dannoso). Per quanto attiene alla PA, ad esempio, se per normalizzare la propria pressione gli ipertesi dovessero mangiare 10 uova al giorno, la “terapia delle uova” (senza tuorlo) sarebbe evidentemente inapplicabile. Se poi non togliessero il tuorlo diventerebbero magari normotesi, ma il colesterolo…uscirebbe loro dagli occhi. Altro piccolo dettaglio: la ricerca è stata condotta su animali e non sull’ uomo. Quindi: “Adelante, Nelly, con juicio”!