Dovrebbe valere per tutti il proposito di non causare mai morte e sofferenza ad altri esseri umani, un imperativo categorico sancito anche dal V Comandamento. Per i medici, come chi scrive, ciò vale ancora di più, in quanto esso contrassegna specificamente la loro scelta etico-professionale. Questo preambolo, disgiunto da qualsiasi anche minima sfumatura politica, mi serve per fare alcuni commenti in ottica medica sulle drammatiche vicende siriane e sulle variopinte speculazioni (a dritta e a manca!) che le accompagnano. Il primo commento, banale ma ineccepibile, è che le morti di civili e, perché no?, anche di giovani militari dovrebbero far inorridire le coscienze a prescindere dalle cause di morte. Sconvolge poi una sensibilità così eterogenea: oggi l’eccidio angosciante di donne e bambini inermi in Siria è giustamente in prima pagina, ma non così acuto è lo sgomento che migliaia di bambini continuano a morire per mancanza di cibo o per le relative conseguenze (quanti? 25 mila ogni ventiquattrore!). Quanto alle morti belliche ci si può domandare quali sostanziali differenze etiche ci siano tra decessi causati da armi chimiche o da armi/bombe “convenzionali” (sic!) o da bombeatomiche come a Hiroshima e Nagasaki. Ma il V Comandamento non è sempre lo stesso? La ridda delle contraddizioni politiche/istituzionali e delle falsità è sconcertante da parte di chi, NESSUNO escluso, accusa sempre “gli altri” avendo la propria fedina penale sporchissima. La fortuna dei governanti è che la memoria della gente, già corta di base, viene ulteriormente appannata dal prevalente oblio storico nelle famiglie, nelle scuole, nelle parrocchie e sui media. Sappiamo più sulla lingerie di Madonna o di Lady Gaga che suula fame nel mondo, sulle Leggi Razziali, sulla tragedia dell’Olocausto o sull’Arcipelago Gulag. Questi aspetti sono stati sviscerati esaurientemente da Vittorio Zucconi e altri su Repubblica del 29 agosto. A me interessa in particolare il contributo di Silvano Fuso, chimico serio e noto divulgatore scientifico, perché chiarisce in modo mirabile il danno peculiare dei gas nervini, danno noto solo agli addetti. In Siria l’eccidio di civili dovuto a questi gas è effettivamente mostruoso, che sia stato opera di Assad o dei cosiddetti ribelli. E sì che una convenzione internazionale del 1993 ha messo al bando la produzione e lo stoccaggio di gas nervini e di alte armi chimiche, considerati mezzi di distruzioni di massa (ricordati quando fa comodo). Spiega Fuso che “si tratta di composti…che devono la loro tossicità all’azione esercitata sul sistema nervoso. Tra i principali gas nervini, ricordiamo il Ciclosarin (GF), il Sarin (GB), il Soman (GD), il Tabun (GA), il VX e il Novichok.” Essi agiscono sulle sinapsi nervose, inibendo irreversibilmente un particolare enzima (acetilcolinesterasi-AChE) e così impedendo la degradazione della acetilcolina, composto essenziale per la trasmissione degli impulsi tra le cellule del sistema nervoso e tra queste e i muscoli. Già a bassissime dosi i gas nervini provocano una paralisi di tipo spastico diffusa della muscolatura nelle varie sedi (cuore, iride, corpo ciliare, bronchi, tratto gastrointestinale, vescica, vasi sanguigni, dotti ghiandolari, sfinteri). A dosi maggiori, intervengono nell’arco di alcuni minuti perdita di coscienza, arresto cardio-respiratorio, convulsioni, paralisi e, infine, morte. Non esistono purtroppo antidoti specifici contro i gas nervini. Si può intervenire con qualche efficacia solo se l’intossicazione è blanda e l’intervento è repentino. Doppia riflessione amara:1. L’ONU conta come il due di coppe; 2. i gas nervini (e le armi in genere) risultano prodotti e tranquillamente venduti dai Paesi (di destra? di sinistra?) che si indignano ipocritamente per l’uso dei gas in Siria. Inevitabilmente, questo paradosso (solo apparente) mi fa ricordare un undicesimo comandamento, oltre ai 10 classici, coniato da triestini DOC: non farsi prendere per il…,pardon, in giro. Le lacrime di coccodrillo potrebbero infatti allagare gli oceani. Ma, nonostante i coccodrilli, ci sono associazioni di colleghi che alimentano la speranza in un futuro meno indecente e più umano e nobilitano davvero la mia professione: in primis Medici senza Frontiere ed Emergency . Dir loro “Grazie” è troppo poco.