Su insistente richiesta di alcuni lettori devo dedicare la rubrica a un argomento ostico, ben conscio che così mi farò “odiare” dalla maggioranza. Il tema verte sul significato dei numeretti che affiancano in parentesi i vari parametri nei referti di laboratorio. Essi quasi mai esprimono, come erroneamente si ritiene, i valori minimo e massimo di quel parametro in soggetti normali. Dovrebbe essere chiarito che così non è e che si tratta di un intervallo “composito”, derivato a volte da valori riscontrati nel 66% dei donatori di sangue (sani, giovani e quindi non rappresentativi della popolazione!) che vivono nell’area in cui il laboratorio è situato, a volte dai valori riportati in letteratura o dalla azienda che produce gli apparecchi (ricavandoli  in tal caso dai soggetti normali viventi nell’area aziendale e non necessariamente validi per altre popolazioni). Inoltre, il valore in parentesi han un significato variabile a seconda del parametro considerato. Per alcuni esami  -osserva il Dr. Raffagnini,  per anni attivo nel laboratorio dell’Ospedale di BZ-  si usa un valore limite unico (“cut off”), come ad esempio per il PSA, per altri (ad es. per la troponinemia) i valori sono dati spesso in “percentili”, un espressione difficile da spiegare a chi non è addetto ai lavori. Tuttavia, per i più esigenti ci provo egualmente con l’aiuto di un amico esperto di statistica, il Dr. PierAngelo Vallaperta. Poniamo di avere 100 valori di colesterolo: 120, 121, 125, 129, 131……e, al centesimo posto, 253. “Quinto percentile” è il 131, valore sotto il quale cade il 5% delle misure: ciò significa che il 5% delle persone esaminate per il colesterolo hanno un valore eguale o inferiore a 131. Per la stessa ragione il cinquantesimo percentile sarà il valore al di sotto del quale c’è il 50% delle misure, come dire che il 50% delle persone ha un colesterolo inferiore o pari a quello. Il cinquantesimo percentile per valori crescenti corrisponde alla “mediana”  (a dire che metà dei valori stanno sotto e metà sopra), da non confondersi con la media aritmetica. Chi scrive concorda con Vallaperta sul fatto che i percentili sono un mezzo di comunicazione per esperti (utile?), incomprensibile però ai più (medici inclusi!). “E’ come recitare la messa in latino”- aggiunge scherzosamente lo statistico. In conclusione, i valori in parentesi nei referti quasi mai corrispondono al minimo e massimo di quel parametro, limiti che possono tra l’altro variare a seconda della etnia e dell’età. Una fosfatasi alcalina elevata in un adolescente in crescita, ad es., è più che normale, ma non così in un paziente di più di 70 anni. Attenzione quindi a non drammatizzare superficialmente gli inesorabili asterischi. Rubrica commissionata ma “antipatica”, che confida nel perdono del lettore addolcito dalle festività.