La etiopatogenesi dell’ulcera gastroduodenale (UGD) è stata segnata da una serie di ipotesi, alcune del tutto strampalate e altre più ragionevoli. Tra le più popolari, ad esempio, era che una causa sufficiente fosse lo stress, nozione per altro errata in quanto le ulcere da stress esistono, ma sono tutt’altra cosa (in pazienti in rianimazione per gravi ustioni o traumi cranici). Comunemente l’UGD si definisce “peptica”, termine che però allude solo all’autodigestione della mucosa (in greco “peptein” significa digerire) ascritta all’enzima pepsina e all’acido cloridrico, ambedue prodotti dalle ghiandole del corpo gastrico e presenti nel succo. L’attributo di peptica attira però meno attenzione sulla resistenza della mucosa che riveste lo stomaco, aspetto altrettanto cruciale. La scoperta del Helicobacter pylori (HP) ha chiarito proprio come la mucosa sia più fragile quando venga danneggiata da questo batterio. Nei pazienti ulcerosi HP-negativi l’ulcera (specie quella gastrica) la si attribuisce invece all’assunzione di farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS), tutti più o meno gastro-lesivi, ma questo ancora non spiega il 100% delle UGD. Una ricerca recente ad hoc (2013) è quella di gastroenterologi francesi che hanno coinvolto ben 32 ospedali analizzando complessivamente 713 pazienti per verificare quanti di essi cadevano in uno o nell’altro di 4 gruppi definiti a priori. I risultati sono i seguenti: A) ulcerosi solo HP–positivi: 285 (40%); B) ulcerosi da FANS: 133 (18,7%); C) ulcerosi HP-positivi e associata assunzione di FANS: 141 (19,8) e D) HP-negativi e senza assunzione di FANS: 154 soggetti (21,6%). La ricerca conferma che HP e FANS sono effettivamente i principali fattori ulcerogeni, ma conferma pure, e quantifica, che circa nel 20% degli ulcerosi la causa non è né l’HP né gli antiinfiammatori, per cui l’ulcera deve considerasi “idiopatica”. I pazienti di questo sottogruppo differirebbero dagli altri per alcune caratteristiche indipendenti, che clinicamente andrebbero probabilmente e considerate con attenzione. Esse sono: età più avanzata, sintomi più accentuati, recidiva frequente (con o senza sanguinamento) nonostante il mantenimento a lungo termine con farmaci antiulcera, area metropolitana e presenza di patologia associata (in primis renale ed epatica). Con il progressivo calo dell’ UGD HP-correlata dovuto alle terapie eradicanti, gli Autori ritengono che l’ulcera idiopatica aumenterà in futuro oltre la soglia del 20% e ipotizzano pure l’opportunità di formulare per questi ulcerosi “atipici” delle dosi modificate dei farmaci antiulcera. In pazienti con UGD idiopatica andrebbe pure indagata meglio l’assunzione di preparati erboristici, solitamente non segnalati al curante perché i pazienti ignorano la potenziale (e non rara!) gastrotossicità.