Già in luglio e in agosto del 2008 (sei anni ci vogliono a far giustizia in questo Paese ed è andata ancora bene!) avevo scritto in merito alla clinica privata convenzionata Santa Rita. La scoperta shock degli orrori (e di veri orrori si tratta) era avvenuta grazie a sacrosante intercettazioni telefoniche “mirate” alla casa di cura. Titoloni inevitabili sulla stampa del tipo :”La clinica degli orrori”, “Truffa e omicidio in Ospedale”, Enfisemi operati come cancri”, “Tumori fantasma”, “5 Morti sospette”. Di scandali in sanità, benché fortunatamente per reati meno tragici di quello per cui Il chirurgo Brega Massone è stato condannato all’ergastolo, ce n’è una sfilza: valvole cardiache difettose usate a Torino e altrove, medici a libro paga della Clinica Longostrevi di Milano, parcelle gonfiate del San Raffaele, chirurgi che anticipano l’intervento solo se la “riconoscenza” del paziente si esprime pronta cassa. In tutti questi casi, non si tratta di “errori medici” (come vorrebbero ipotizzare i difensori di Brega Massone, ma di veri crimini commessi per di più non da una singola persona, ma da un gruppo ben affiatato che ha la chiara struttura dell’Associazione per delinquere. Se accertati ovviamente al di fuori di ogni ragionevole dubbio, dovrebbero comportare, oltre alle severe sanzioni previste dalla legge, la radiazione “definitiva” da parte degli ordini professionali di chi e quei reati ha commesso con ineffabile cinismo. Questo vale naturalmente per altre professioni e mestieri e non solo per i medici. Qui sorge infatti la questione di fondo, e cioè se e quanto prontamente tutte le istituzioni (ordini professionali, partiti, sindacati, chiesa) siano sinceramente intenzionati e capaci di espellere dal proprio contesto le mele marce “a prescindere dalle pene inflitte dalla giustizia”. In ambito sanitario, ad esempio, a parte i casi così raccapriccianti come quello di Brega Massone e associati, possibile che gli Ordini dei medici sappiano sempre “dopo” che quello specifico dottore si comporta male? Possibile che non intervengano mai sanzionando medici di famiglia che si rifiutano di visitare a domicilio quando è necessario farlo? Possibile che qualche Ordine assista pilatescamente senza indagare sul perché i parti cesarei al Sud sono assai più frequenti che al Nord? Questi silenzi vanno a grave discredito della assoluta maggioranza dei medici, ospedalieri e non, che fanno con responsabilità e competenza il loro lavoro. Ma proprio a difesa di questa maggioranza di colleghi onesti, e quindi della popolazione che a loro ricorre, è necessario che gli Ordini professionali, prima che i giudici delle varie procure, siano particolarmente severi con chi sgarra, tanto più se delinque. Chiaramente,  ciò deve valere per tutti. La scoperta di pochi preti pedofili non significa certo che tutti i preti siano sospetti, facendo dimenticare il bene che tanti sacerdoti fanno rischiando, e spesso perdendo, la loro vita per aiutare i bisognosi in tutte le parti del mondo. La scoperta di poliziotti che uccidono e delinquono (occorre ricordare i fatti tragici della Uno Bianca e non solo?) o di Carabinieri che si “interessano“ indebitamente al riscatto di un sequestrato (Caso Soffiantini e Generale Delfino) non deve offuscare sacrifici e meriti delle forze dell’ordine nel loro complesso, spesso giovani che rischiano ogni giorno non poco per proteggere la comunità e garantire la sicurezza, nonostante stipendi così poco attraenti. Ci sono politici corrotti e truffatori (ben noti, anche sfacciatamente confessi e che manco si vergognano di esserlo), ma c’è anche chi crede che la politica sia Cosa Nobile ed è disposto a stare in galera per decenni per i propri ideali (occorre ricordare Mandela?). Ci sono magistrati corrotti con tanto di nome e cognome (anche se magari reintegrati), ma abbiamo giudici che per combattere il crimine organizzato muoiono orrendamente dilaniati (occorre ricordare, tra i tanti, Falcone e Borsellino?). Abbiamo qualche allenatore di giovanissimi atleti scoperto in flagranza di pedofilia (e non manca nemmeno qualche ambasciatore della Repubblica!), ma quanti non sono gli istruttori appassionati che educano i giovani allo sport e all’agonismo leale. Il punto cruciale che vale davvero per tutti è che un qualsiasi ente, se vuole restare pulito e dare fiducia, “DEVE VOLERE ED ESSERE CAPACE DI SCONFESSARE ED ESPELLERE LE MELE MARCE” a prescindere dalle conclusioni della magistratura. E qui purtroppo casca l’asino con tutte le sue bisacce: le voci che aderiscono a questa catarsi spontanea sono molto più flebili delle radicate difese corporative di ciascuna istituzione. Eppure solo se le mele marce si eliminano si potrà recuperare un rapporto fiduciario tra le singole istituzioni e i cittadini. Glasnost (in russo) vuol dire trasparenza. Che bella parola! Anche Papa Francesco sembra essere di questo avviso.