Alle mail di alcuni lettori che mi chiedono di spiegare a cosa servono la VES (velocità di eritrosedimentazione) e altri “marcatori” di infiammazione (MARC) faccio rispondere il British Medical Journal (BMJ). I più comuni MARC, oltre alla VES, sono la proteina C-reattiva (PCR), l’aumento dei globuli bianchi, la ferritina, la viscosità plasmatica, il fibrinogeno e altre proteine definite “di fase attiva”. I MARC ci dicono in sostanza (pur per motivi diversi) se è presente un’infiammazione che per altro costituisce una reazione di difesa dell’organismo vantaggiosa, a meno che non sia eccessiva, per contrastare il danno provocato da infezioni, tumori, traumi o da agenti fisico-chimici. La ragione per richiedere questi esami non è tuttavia univoca. Nel sospetto di una malattia specifica, l’aumento dei MARC servirà a confermare l’ipotesi, mentre valori normali consentiranno di escludere patologie importanti. Per il BMJ tali vanno considerate in primis: mieloma (noto pure come plasmocitoma) e altri tumori maligni, polimialgia reumatica, artrite a cellule giganti (spesso associata alla precedente) e complicanze infettive conseguenti a revisione dell’anca. Interpretare l’aumento della VES e di altri MARC è invece più problematico quando esso si riscontri in pazienti in cui non si è formulata una diagnosi, nonostante l’aiuto di eventuali “asterischi” che allarmano inevitabilmente il paziente. Secondo il BMJ, il medico ha allora il dovere di approfondire per escludere infezioni asintomatiche, malattie autoimmunitarie e tumori, specie quelli a lungo silenti prima di manifestarsi clinicamente. Se pure questi esami supplementari risultano negativi, se la storia del paziente rivisitata con attenzione è muta e se la visita non rivela proprio nulla, si ritiene preferibile (ma non tutti sono d’accordo con il BMJ) la strategia del “wait and see”, ossia dello stare a vedere, piuttosto che insistere subito con ricerche estensive, invasive e costose. Questa impostazione sembra avallata da concrete esperienze cliniche, tra le quali un recente studio svedese su 1462 donne asintomatiche, ma con VES e MARC fuori norma: nei successivi 6 anni si è registrata di fatto una normalizzazione spontanea dei valori, non sono affiorate patologie serie e, nel 40% dei casi, non è emersa nemmeno una causa plausibile dell’aumento. Situazione a sé stante è quando dei MARC risultano estremamente alti, poniamo una VES che superi i 100 mm/h. In tal caso, la probabilità che l’aumento nasconda una malattia importante diventa una quasi certezza. L’approfondimento svelerà una grave infezione, una malattia infiammatoria cronica intestinale, un tumore maligno o una collagenosi. Tuttavia, nel 3% anche di tali pazienti, la causa dell’aumento vistoso di VES e MARC potrebbe rimarrà oscura per lungo tempo.