Un lettore mi chiede di spiegargli in rubrica “in parole povere” cos’è l’immunità. “Con parole povere” è impossibile, ma cercherò di accontentarlo in qualche modo con l’aiuto di NK Jerne, Premio Nobel 1984. Il sistema immunitario, diffuso sia nel sangue che nei tessuti, rappresenta il principale difensore della nostra integrità fisica. Si compone di cellule, i linfociti, e di anticorpi da essi prodotti. Il loro peso complessivo è di circa 1 kg, mentre il loro numero può sorprendere: 1012 (cioè 1 seguito da 12 zeri) quello dei linfociti e 1020 (1 seguito da 20 zeri!) quello degli anticorpi. Per proteggerci Il sistema immunitario “si consuma” ed è pertanto necessario un rinnovamento incessante. Nel soggetto normale l’organismo è in grado di produrre in pochi istanti 10 milioni di nuovi linfociti e un milione di miliardi di anticorpi, cifre necessarie perché le minacce (agenti infettivi, allergeni,) alla nostra integrità sono numerose. Posso solo accennare al fatto che esistono 2 tipi di linfociti: quelli B che trasformati in plasmacellule producono anticorpi circolanti (questa è l’immunità umorale), e quelli T che entrano in contatto fisico con l’eventuale antigene (in questo caso si parla di immunità cellulo-mediata). Quando il corpo è attaccato da elementi estranei (un virus, un germe, una tossina) questi aderiscono alla superficie dei linfociti T, dove esistono recettori adatti a riconoscere l’estraneità di tali aggressori. Un sottogruppo di linfociti T, detti “helper” (o CD4) produrrà citochine specifiche (interleuchine utili tra l’altro alla comunicazione tra i linfociti di diverso tipo e a interagire pure con il sistema nervoso). Altri linfociti citotossici (detti “killer”, CD8) sono deputati a uccidere la cellula infetta. Talora, le cellule dell’organismo stesso, a causa di un danno acquisito o perché diventate tumorali, sono riconosciute come  “non self”, cioè non proprie. A ciò sono dovute le malattie autoimmuni, come ad esempio la Tiroidite di Hashimoto  (sempre più frequente) e l’Anemia perniciosa (sempre più rara). Nel primo caso l’alterata configurazione della superficie cellulare ha evocato autoanticorpi contro le proprie cellule tiroidee (con conseguente ipotiroidismo) e, nel secondo, contro le cellule gastriche che producono il fattore intrinseco, senza il quale  non viene assorbita la Vitamina B12, e da qui l’anemia perniciosa. Al contrario, la vaccinazione sollecita una risposta immunitaria vantaggiosa che sarà memorizzata dai linfociti B per cui ,se ad esempio il virus del morbillo si ripresenta, i linfociti B, previa trasformazione in plasmacellule produrranno prontamente grandi quantità d’anticorpi specifici che neutralizzerano il virus. Ciò spiega perché di morbillo, orecchioni e altre virosi di solito non ci si ammala più di una volta.