Tra i risparmi in Sanità possibili e auspicabili dovrebbe esserci anche quello che deriva dalla non-sponsorizzazione da parte di Stato, Regioni e Province di iniziative che risultano a favore di cure aleatorie o pericolose proposte da medici notoriamente radiati dall’Ordine e condannati da tribunali di Germania, Austria, Francia, Spagna e Belgio, con sanzioni pesanti applicate solo parzialmente soltanto perché gli “inventori” di tali terapie sono contumaci. È doveroso allora indignarsi per la presentazione del libro ”Hamer ha ragione e la medicina è sottosopra” di Carlo Canizzaro tenutasi il 18 settembre al Festival Letterario ”Pordenone Legge”. Nel sito ad hoc (www.pordenone legge.it/edizione/2014) l’Autore del libro, fisioterapista, viene presentato come esperto di “medicina vibrazionale,…con innumerevoli esperienze in campo energetico, … istruttore di Energia Universale e… divulgatore delle conoscenze sulle Energie Sottili”. Non sconcertano tanto né questi cenni biografici né la presentazione del libro, quanto il fatto che la manifestazione risulti finanziata dalla Regione Friuli-Venezia Giulia nonché, dalla Provincia e dal Comune di Pordenone e dalla Camera di Commercio. Risorse pubbliche utilizzate per promuovere non l’educazione sanitaria, bensì una pericolosissima pseudo-medicina bandita dalla comunità internazionale e dai tribunali. La gravità di iniziative di questo tipo emerge con evidenza già dalla stessa biografia stranamente dimenticata di Ryke Geerd Hamer, ciò che concorre al riaffiorare periodico della sua “Nuova medicina Germanica”, illustrata nell’ormai lontano 1981 alla TV bavarese “Bayerischer Rundfunk” e poi, nello stesso anno, anche in RAI. Da numerose fonti (reperibili facilmente pure in rete) risulta che Hamer si è laureato in medicina in Germania nel 1962 e specializzato in medicina interna 10 anni dopo, nel 1972, ma mai in ginecologia e oncologia come qualcuno riferisce (e che comunque sarebbe irrilevante). Hamer, nome ignoto fino agli anni ‘80, attira l’attenzione dei media, quando il figlio diciannovenne Dirk, viene ammazzato all’isola del Cavallo, in Corsica, con una fucilata dal “nostro” principe Vittorio Emanuele (condannato a 6 mesi nel ’91 per porto abusivo d’arma da fuoco ma assolto dall’accusa di omicidio volontario). Mesi dopo l’uccisione del figlio, Hamer ammala di un cancro al testicolo per cui subisce due interventi a Tübingen (grazie ai quali vive ancora!), maturando l’idea che l’elemento scatenate del tumore sia stato per lui il dramma del figlio. Sviluppa allora, senza alcun supporto scientifico, la teoria generale che i tumori non esistono come malattie, ma sono la conseguenza di “conflitti biologici” risolti i quali il tumore guarisce. Comincia pertanto a curare i pazienti con tumore maligno in base alla sua teoria, vietando loro ogni cura oncologica medica o chirurgica già disponibili. Questa scelta irresponsabile comporta inevitabili decessi a breve, per cui già nel 1986 l’Ordine dei Medici di Coblenza decide di radiarlo. Hamer (attualmente contumace in Norvegia) continuerà tuttavia ad esercitare abusivamente, andando incontro a una serie di processi e condanne pesanti tra il 1990 ed il 1997. Nel 2001 viene condannato a 18 mesi, sempre in contumacia, per esercizio abusivo della professione medica e mancata assistenza di persone a rischio e nel 2004 viene arrestato in Spagna e poi estradato in Francia. Ulteriore clamorosa condanna è quella inflittagli dalla procura di Cottbus, in Germania, per il suo incitamento all’antisemitismo. Per Hamer, infatti, i perfidi ebrei si curano di fatto secondo i canoni della Nuova Medicina Germanica, ma non lo dicono ai “non ebrei” per privarli delle cure giuste, le sue. Tumori e metastasi insomma non si devono trattare perché non esistono come malattie (basterà risolvere il “conflitto biologico”), non si devono combattere nemmeno i virus e i batteri perché questi sono “amici” dell’uomo (cosa che per alcuni batteri in parte è vero, ma per motivi del tutto peculiari!) e gli stessi morfinici vanno banditi. Tra i pazienti con cancro del rene, del seno, del polmone, linfomi sottratti da Hamer a terapie talora salvavita ci sono non pochi bambini. Quando i pazienti da lui curati muoiono, la colpa non è della sua cura ma del malato stesso (o dei suoi famigliari se si tratta di un bambino), che non hanno saputo risolvere il “conflitto interiore”. Il numero dei deceduti per sospensione di ogni cura oncologica è largamente sottostimato (superiore di certo ai 150) sia perché la gente non parla vergognandosi di essersi illusa, sia perché prima del decesso i pazienti curati con il metodo Hamer nelle cliniche abusive, chiuse regolarmente dalle autorità, vengono trasferiti in altri ospedali ed è qui che si registrerà il decesso. Questi dati sconvolgenti dovrebbero bastare a frenare la diffusione di teorie terapeutiche concettualmente implausibili e penalmente perseguibili. E invece no, se dobbiamo ancora chiederci come sia mai possibile che delle istituzioni pubbliche sponsorizzino iniziative atte a pubblicizzare libri e teorie pericolosi per la salute dei cittadini. Irresponsabilità allucinante, a prescindere dalla spending review!