Tutti conoscono il Nobel premio istituito da Alfred Nobel (industriale svedese inventore della dinamite) il 27 novembre del 1895, ma assegnato la prima volta a Stoccolma per chimica, fisica, letteratura, medicina e per la pace (questo a Oslo) solo nel 1901. L’ambito riconoscimento viene notoriamente attribuito a persone distintesi in campi specifici (ricerche scientifiche originali, tecniche innovative, contributi socio-culturali eccezionali). Di fatto sconosciuto ai non addetti è invece il premio Ig-Nobel (o IgNobel, scritto “allusivamente” senza trattino), sponsorizzato dalla rivista ”Annals of Improbable Research”, il quale a partire dal 1991 viene anch’esso assegnato ogni anno dall’Università di Harvard a autori di ricerche “strane, divertenti, e perfino assurde”. I vincitori non sono persone stravaganti ma scienziati autorevoli (almeno fino a quel momento!) scivolati poi nell’inconsistenza. Il Premio Ig-Nobel, previsto anche per il 2014 con cerimonia trasmessa ampiamente dai media, è vissuto malvolentieri da chi lo riceve. Data l’ineffabilità delle loro ricerche era del resto improbabile per gli autori vincere il Nobel senza la “Ig” davanti. Dei 23 Ig-Nobel assegnati, scelgo 10 ricerche premiate particolarmente stupefacenti, considerato che gli autori sono scienziati e non dei burloni: 1. scoperta che i piedi puzzano solo in coloro che credono di avere i piedi che puzzano; 2. scoperta che quattromila meditatori riducono del 18% i crimini a Washington; 3. studi sulla respirazione forzata da una sola narice; 4. spennamento di un pollo come misura di velocità di un tornado; 5. potenziamento della felicità dei molluschi con somministrazione di Prozac; 6. dimostrazione che le aringhe comunicano tramite flatulenze; 7. dimostrazione che gli scarabei stercorari sono schizzinosi; 8. scoperta che le decisioni sono peggiori se scappa la pipì; 9. scoperta che le mucche cha hanno un nome producono più latte delle altre; 10. dimostrazione che i microbi si aggrappano agli scienziati con la barba.
Sconcerto ulteriore è che uno scienziato possa incorrere di nuovo nell’assurdo, beccandosi un Premio Ig- Nobel due volte. È successo a Jacques Benveniste, immunologo francese: primo Ig-Nobel nel 1991, assegnatogli per aver “scoperto la memoria dell’acqua” (sic!), così cara agli omeopati, e secondo Ig-Nobel nel 1998, in questo caso per aver “scoperto” la trasmissibilità della suddetta memoria via telefono o via internet. Ma il …“ravvedimento” è possibile. Stefano Oss, fisico dell’Università di Trento, mi segnala che il fisico A. Geim, vincitore dell’Ig-Nobel nel 2001 per avere descritto il galleggiamento “per aria” di una ranocchietta grazie a un campo magnetico ad hoc, dieci anni dopo vinceva un Premio Nobel “vero” per aver scoperto il grafene, struttura planare del carbonio covalente.