Nel groviglio del malaffare malavitoso che ha investito Roma c’è pure la notiziola di per sé insignificante che un noto presentatore TV ha chiesto aiuto agli alti livelli della cosca per procurarsi del GH, farmaco che lo avrebbe aiutato ad avere un fisico scultoreo. GH è la sigla inglese per ormone dell’accrescimento. Fosse stato più aggiornato il presentatore avrebbe dovuto chiedere ormoni ipofisari diversi dal GH prodotto dalla parte anteriore della ipofisi (adenoipofisi) assieme ad altri 5 (prolattina, ACTH, TSH, FSH e LH). Ricerche recenti, opportunamente riportate dal numero di dicembre della rivista “Le Scienze” dimostrano infatti che su integrità ed efficienza muscolare agiscono invece due ormoni, vasopressina e ossitocina, liberati dalla neuroipofisi (parte posteriore ghiandola), ma in realtà prodotti dall’ipotalamo, le cui funzioni sono note da tempo. Nozione classica è che la vasopressina (o ormone antidiuretico-ADH) aumenta sostanzialmente il riassorbimento dell’acqua a livello del tubulo renale e la sua mancanza provoca infatti il diabete “insipido” caratterizzato da diuresi abnorme. L’ossitocina invece è nota per provocare la contrazione dell’utero durante il parto nella donna (e in altri mammiferi femmine) e favorire pure la lattazione, mentre meno definito è il suo ruolo nell’uomo. Tuttavia pregevoli e più recenti ricerche, anche italiane, suggeriscono che l’effetto dei due ormoni sui muscoli in genere, e non solo sull’utero, è molto maggiore del previsto. La scoperta è di notevole importanza perché il muscolo non è un tessuto stabile come erroneamente si riteneva ed è anzi capace dopo una lesione di rigenerarsi in poche settimane, una capacità riparativa che è invece deficitaria nelle distrofie muscolari, ed è proprio per tale deficit che queste miodistrofie hanno conseguenze cosi drammatiche. Ebbene, oltre agli effetti classici, vasopressina e ossitocina hanno il compito di stimolare i “mioblasti”, elementi precursori delle cellule/fibre muscolari. Tale effetto ormonale può realizzarsi perché durante la rigenerazione del muscolo i recettori situati alla sua superficie, sui quali agirà la vasopressina, aumentano di numero (in gergo si parla di over-espressione recettoriale). Sintonizzate con tali riscontri sono alcune ricerche francesi, secondo le quali sulle staminali del muscolo esistono dei recettori specifici anche per l’ossitocina. Lo dimostra il fatto che la capacità rigenerativa del tessuto muscolare aumenta quando, invece di usare i 2 ormoni neuro-ipofisari, si implementa l’espressione dei recettori sulla membrana muscolare. In conclusione, fibre muscolari con più recettori superficiali, e specie dopo stimolazione con vasopressina e ossitocina, rigenerano pertanto più vivacemente. Ancora sub judice eventuali risvolti clinici.