Il tetano è una infezione prodotta dal bacillo “Clostridium tetani”. Quando il terreno o altro materiale ricco delle sue spore contamina una ferita profonda si sviluppa la forma vegetativa produttrice di una neurotossina letale. Nel mondo si registrano più di 1 milione di casi per anno (specie nei non vaccinati), con una mortalità del 50%, mentre in Italia i casi sono un centinaio. La morte conclude una sofferenza straziante legata allo spasmo doloroso più o meno diffuso della muscolatura. Motivo della rubrica non è però il tetano, ma la denuncia di vescovi e medici cattolici del Kenia che in novembre hanno accusato OMS e UNICEF di voler sterilizzare 20 milioni di keniote, con l’alibi di realizzare una vaccinazione antitetanica. All’Università di Nairobi avrebbero dimostrato nel vaccino la presenza di hCG (gonatropina corionica umana), ormone evocatore – per i denunciatori kenioti – di anticorpi abortivi e di sterilità permanente. La accusa non manca di elementi intriganti, che non vanno ironizzati, ma valutati oggettivamente senza preconcetti, cosa per altro non semplice. I dubbi “cospirativi” dei cattolici nascono, ad esempio, dal fatto che la vaccinazione escluderebbe i maschi e le donne non fertili e che la pubblicizzazione della campagna vaccinale, diversamente da altre volte, sarebbe avvenuta molto in sordina. Piuttosto critico circa tale cospirazione è invece Paolo Attivissimo che rileva pregiudizialmente su “Le Scienze” come l’accusa dei vescovi e medici kenioti sia gravissima. Egli ricorda al riguardo che per affermazioni straordinarie come quelle dei pro-life kenioti si richiedono prove altrettanto straordinarie (ben nota “legge”, questa, sancita dall’astronomo Carl Sagan), prove che per Attivissimo non ci sono. Ad esempio, le dosi di hCG nel vaccino antitetanico sono “migliaia di volte inferiori a quelle dotate di effetto contraccettivo” (che comunque non sarebbe permanente). Inoltre, a sensibilità del metodo di dosaggio per livelli così bassi di hCG  aumenta di molto il rischio di falsi positivi. Infine, aver limitato la vaccinazione antitetanica solo alle donne potenzialmente fertili non nasconde alcuna cospirazione e mira semplicemente alla prevenzione specifica del tetano neonatale. L’infezione tetanica, infatti, ha luogo soprattutto durante il parto. Il non ampliare la vaccinazione anche a maschi e donne non fertili non è un complotto, per Altissimo, ma solo un modo di contenere la spesa sanitaria. Questione ingarbugliata, in attesa di chiarimento definitivo. Chi scrive, non è qualificato per entrare nel merito e tuttavia non può non chiedersi perché mai OMS e UNICEF, organizzazioni impegnate per la sanità mondiale e la difesa dei bambini, progetterebbero di sterilizzare le donne keniote. Non saprei davvero come interpretare il subdolo obiettivo.