È recente la ri-esplosione mondiale del morbillo a causa dell’irresponsabile rifiuto alla vaccinazione di una percentuale in crescita di genitori restii. L’insufficiente adesione alle vaccinazioni in genere, oltre che dalla disinformazione dipende pure dal fatto che non si vedono più persone che zoppicano per un “paralisi infantile” contratta da adolescenti o malformazioni fetali dovute al virus della rosolia (che colpisce le donne fino alla 12sima settimana di gestazione). Occhio non vede, cuore non duole, cervello non pensa. Disinformazione e insinuazioni infondate degli anti-vaccino fanno il resto. Quanto al morbillo, nel 2015 l’Europa avrebbe dovuto dichiararne la scomparsa, com’è successo per il vaiolo (estinzione decretata dall’OMS l’8/5/1980), ma l’annuncio va rimandato: in Italia dai 5.300 casi per anno del 2008 si è passati ai 1.100 del 2013, calo seguito però da un rimbalzo a 1.600 casi/anno del 2014. La ripresa si registra sia in Europa che negli USA, dove già nel 2000 il morbillo avrebbe dovuto considerarsi estinto. Così non è stato e Obama è costretto oggi a sollecitare i genitori perché facciano vaccinare i figli. L’assurda resistenza anti-vaccino è ineffabile specie se si pensa che, almeno in Italia, il vaccino è gratuito. Se la copertura con la prima dose si aggira sul 90%, scarseggiano purtroppo i dati sulla seconda che sicuramente è minore, fatto grave perché per bloccare la trasmissione inter-umana del virus è necessaria una copertura vaccinale vicina al 100%. Di fatto, l’’Istituto Superiore di Sanità conferma che la copertura vaccinale dei bambini si colloca oggi ai livelli più bassi dell’ultimo decennio. Susanna Esposito, Presidente della commissione OMS per l’eliminazione di morbillo e rosolia in Europa, deplora al riguardo come non sia percepita la gravità del morbillo, una virosi che provoca danni permanenti in 1 caso su 1000 e 1 decesso ogni 10 mila malati. Preconcetti a parte, gli “alternativi” e gli anti-vaccino tout court si lasciano ancora influenzare dal ventilato rapporto tra vaccino e autismo formulato nel 1998 dal chirurgo britannico A. Wakefield, già radiato dall’Ordine dei Medici e più volte condannato per frode. Si crede ad un imbroglione screditato da 15 anni ma non alle evidenze e alle raccomandazioni istituzionali. Chi volesse aggiornarsi, si legga l’articolo “L’aumento dei casi di autismo è dovuto ai miglioramenti diagnostici” di Tara Haelle su “Forbes” 2015 (http://onforb.es/1Ap7NsP). Nell’articolo si conclude per l’ennesima volta che tra vaccino e autismo NON C’È LEGAME (maiuscolo nell’originale). Con buona pace del magistrato (anche specialista immunologo?) che nel 2014 ha imposto un risarcimento ai genitori di un bambino autistico precedentemente vaccinato con il vaccino esavalente. E sanzionare chi non si vaccina, no?