L’artrite del ginocchio (gonartrite) è aumentata del 60% negli ultimi 20 anni. L’acido ialuronico (IAL) è un polisaccaride di massa molecolare tra 6.500 e 10.900 kDalton, presente normalmente nella cartilagine del ginocchio e nei circa 2 ml di liquido sinoviale dove, alla concentrazione di  2,5 – 4 mg/ml, svolge un’azione lubrificante e antiurto. In caso di gonartrite l’IAL viene “rimpicciolito” fino ad una massa molecolare di 2700-4500 kDalton e rimosso in 11 ore, una velocità doppia rispetto a quella registrabile nel ginocchio sano (circa 20 ore). L’iniezione intra-articolare di IAL (con polimeri da 100 a 10.000 kD) si prefigge di correggerne il deficit e di ottimizzare la lubrificazione, incrementando le proprietà viscoso-elastiche del liquido sinoviale. I sette preparati di IAL approvati dalla FDA contengono dai 10 ai 30 mg di IAL. Per sei sono previste 3-5 iniezioni intra-articolari settimanali, mentre per un settimo preparato è prevista una iniezione unica di 48 mg. È tuttavia controverso e non provato che la maggiore massa molecolare di IAL aumenti l’efficacia della terapia. La letteratura è ricca di dati contradditori così come contrastanti sono i risultati di diverse meta-analisi (valutazioni complessive degli studi pubblicati relativi all’efficacia) pur basate sugli stessi dati. La più recente revisione di David J Hunter dell’Università di Sydney (marzo 2015), conclude pertanto che l’efficacia della terapia con IAL intra-articolare è dubbia, semmai di breve durata e indistinguibile di fatto da quella del placebo. Non è nemmeno confermato  che di essa possano beneficiare i pazienti più giovani e con gonartrite meno severa. La terapia intra-articolare con IAL è poi controindicata in pazienti allergici allo IAL, in donne gravide, in pazienti di età pediatrica o con infezioni in atto, anche peri-articolari. Una valutazione a 6 mesi permetterà di ipotizzare un altro ciclo, da taluni ritenuto utile (ma perché?) anche se i risultati del primo sono stati deludenti. Data la contraddittorietà dei dati circa l’efficacia e l’alto costo della terapia intra-articolare con IAL, per Hunter il consenso a tale terapia non è al momento giustificato, ciò che contrasta con l’ampio uso che se ne fa. In sintonia con Hunter si dichiarano la Osteoarthritis Research Society International, che pure considera placebica tale terapia, l’American Academy of Orthopaedic Surgeons e l’American College of Rheumathology. Tuttavia, se il paziente non risponde minimamente ad altri provvedimenti pregiudiziali la cui importanza va continuamente rimarcata e ribadita (calo di peso in primis, terapia fisica, e anti-infiammatori), per qualcuno l’IAL intra-articolare può essere “subordinatamente” considerato, una concessione di logica discutibile per altri medici (e tra questi  per chi scrive).