A parole i disabili sono sempre oggetto di solidarietà (sentimento positivo) o di compassione (molto meno positivo). Nei fatti, tali sentimenti si diluiscono poi nei travagli personali di ciascuno e finiscono per sfumare o andare in coda a problemi meno seri. Anche chi vive comunque con sincerità i problemi che affliggono i portatori di handicap è spesso sensibilizzato più dalle loro difficoltà fisiche, dalla necessità che molte scale siano rimosse, o che si realizzino toilettes facilmente fruibili o parcheggi d’auto riservati (che vanno rispettati anche da qualche politico nostrano…). E certo non sfugge a chi è solidale la gravità di un handicap psichico e delle conseguenti difficoltà gestionali ed economiche dei congiunti, terrorizzati tra l’altro da quanto potrà succedere al disabile dopo il loro decesso. Un aspetto meno percepito è invece la difficoltà che i disabili mentalmente normali incontrano per poter studiare, un diritto previsto dalla Costituzione che riguarda anche loro e per il quale andrebbero assolutamente aiutati. Proprio o anche di questo si occupa La Federazione Italiana per il superamento dell’handicap (FISH). Il presidente della FISH Vincenzo Falabella denuncia che “Queste competenze al momento sembrano scomparse. Non è ben chiaro se siano di competenza delle regioni, dei comuni o delle città metropolitane”, e ciò accade dopo che la legge 7/3/2014 ha soppresso le provincie cui in particolare spettavano le competenze relative al diritto allo studio per persone con disabilità. Per tale motivo la FISH ha avuto un incontro ad hoc con Gianluca Bressa, sottosegretario di Stato agli Affari Regionali dell’attuale governo. Uno dei temi specifici toccati è la difficoltà all’istruzione delle persone con minorazioni della vista e dell’udito, motivo inevitabile di angoscia anche per le famiglie. Infatti, in precedenza, i familiari contavano proprio sull’aiuto delle province per ottenere supporti per quanto attiene a trasporto scolastico e peculiare supporto didattico per alunni affetti dalle suddette disabilità. Dopo la nuova normativa, la mancata precisazione di chi dovrà concretamente erogare dei fondi per garantire l’istruzione di ragazzi con handicap sta compromettendo in molte parti d’Italia il diritto allo studio di migliaia di alunni disabili. Essi rischiano concretamente di non potere raggiungere la scuola e di frequentarla regolarmente. Al Governo, per il tramite del sottosegretario Bressa che si è dichiarato disponibile a intervenire, la FISH chiede di sostituirsi operativamente alle regioni inadempienti. In mancanza di una risposta concreta atta a risolvere un eclatante ingiustizia la FISH sarebbe intenzionata a depositare presso le Procure della Repubblica delle Regioni inadempienti motivate denunce per interruzione di pubblico servizio