È  increscioso tornare ancora sugli stupri, fenomeno in espansione sia nei Paesi occidentali (in primis, gli Stati Uniti) che in Oriente, come ad esempio in India. Ulteriormente drammatico, stando a statistiche recenti, è che l’età di stupratori e vittime è sempre più “anticipata”e che gli l’ambienti dove vengono compiute le violenze sessuali non sono solo bassifondi ma campus universitari. In due università americane, dove il reato stupri è stato sorvegliato e analizzato, emerge che quasi l’11% dei maschi ha commesso uno stupro prima di laurearsi e  che il 75% degli studenti stupratori ha violentato una sola volta una compagna, contro il 25% di stupratori seriali. Una seconda rivista, il New England Journal of Medicine, riporta in giugno 2015 che fra le giovani donne che subiscono violenza il 40% ha meno di 18 anni e il 38% un’età compresa tra 18 e 24 anni. Il periodo di frequentazione dei campus è quello a maggio rischio per il reato di stupro specie all’inizio dei corsi, caratterizzato com’è da un pullulare di festini dove alcol e altre droghe sono di casa. Un terzo articolo in Journal of American Medical Association Pediatrics rimarca poi che il fenomeno stupri è sicuramente sottostimato, per cui la Casa Bianca ha avviato studi del fenomeno con metodologia scientifica non solo nei campus, ma pure tra le forze armate. Lo scopo evidente è quello di ridurre il diffondersi di questo crimine odioso in grado di compromettere, per anni o definitivamente, la salute psicofisica delle vittime (e in qualche modo anche dei violentatori). L’angoscia che deriva dalla violenza sessuale, la “vergogna” di chi la subisce, la paura finire magari in foto sui social network, la riluttanza a denunciare e le ridicole sanzioni per gli stupratori che tornano presto sulla scena, sono in grado di pesare molto negativamente sulla convivenza. Clamorosa la recente notizia delle (almeno) 35 donne abusate dal comico americano Billy Cosby, oggi settantottenne, protagonista della serie TV “I Robinson”, che non disdegnava l’uso di  droghe per facilitare gli stupri. Il New York Magazine ha pubblicato la foto delle 35 donne venute coraggiosamente allo scoperto, sedute, con sottoscritta  la data della violenza, più la foto di una sedia vuota per invitare altre stuprate ancora reticenti a denunciare. Al di la di campus, forze armate e Bill Cosby, non esistono ovviamente soluzioni facili per arginare la violenza sessuale sia a livello individuale che nel contesto di programmi educazionali ad hoc, rivelatisi per altro insufficienti. Tali programmi sono auspicabili “strategicamente”, ma destinati a rimanere solo buone intenzioni, per chi scrive, se le sanzioni per i violentatori (anche se potenti come D. Strauss-Khan!) non diventeranno durissime,  e specie per gli stupratori seriali o, peggio, di gruppo.