Recentissime novità sui virus influenzali e l’avvicinarsi della stagione invernale impongono di riprendere il discorso sull’opportunità delle vaccinazioni in genere. Secondo l’OMS un bambino su cinque non viene vaccinato e ogni anno 1 milione e mezzo di bambini muoiono nel mondo per malattie prevenibili con adeguata vaccinazione. Per la rivista dell’OMS “Vaccine” questo, almeno in Occidente, lo si deve in gran parte alla diffidenza nei confronti dei vaccini causata dalla disinformazione che alimenta timori immotivati e pericolosi per chi si astiene e per chi gli sta intorno. La verità è che “I vaccini, se in grado di raggiungere e mantenere elevati tassi di vaccinazione, possono solo migliorare la salute e prevenire le morti”. La “vaccine hesitancy” (così è stata chiamata la crescente ostilità a vaccinarsi), secondo il dottor Philippe Duclos del Dipartimento di Immunizzazione e vaccini dell’OMS, “rappresenta un problema sempre più importante in tutti i Paesi del mondo”. Prova eloquente della efficacia vaccinale è la scomparsa del vaiolo, la quasi-scomparsa della poliomielite e il calo significativo di morbillo, parotite, rosolia (MPR) e dell’epatite B. La necessità di lottare contro gli irresponsabili anti-vaccino ci viene poi dell’Ebola, una virosi letale proprio per l’assenza di un vaccino specifico. L’OMS insiste nella sua rivista nel rimarcare che i vaccini possono migliorare la salute e prevenire i decessi solo a patto che i programmi di immunizzazione consentano di raggiungere e mantenere tassi elevati di vaccinazione. A concorrere alla “vaccine hesitancy” è anzitutto l’ingiustificata preoccupazione che il vaccini in genere, e quello MPR in particolare, causi l’autismo. Questa bufala è nata da un articolo sulla rivista “Lancet” del 1998 del medico lestofante Andrew Wakefield (poi radiato dall’Ordine), sbugiardato 12 anni dopo dalla stessa rivista che si è autoaccusata di imperdonabile superficialità. La correlazione vaccino-autismo è stata smentita più volte e recentissimamente anche da una revisione del 2105. Altra fola è che le donne vaccinate corrono il rischio di diventare sterili. I sospetti di un danno vaccinale, privi di consistenza scientifica, possono essere fugati secondo l’OMS solo grazie ad un’informazione corretta che però fatica a decollare. Un incisivo aforisma di Mark Twain recita: “Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo, mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe”. Purtroppo questo si registra anche per i vaccini. L’informazione vincente per l’OMS non dovrebbe risultare troppo scientifica ma essere fatta da esempi convincenti riguardanti il rischio di malattia e relative conseguenze nei non vaccinati, una policy risultata nettamente vincente in uno studio dell’Università dell’Illinois condotto su 315 soggetti inizialmente scettici.