Un recente articolo su NEJM rivela dati sorprendenti circa i possibili effetti collaterali di prodotti aleatoriamente indicati come integratori, energizzanti, supplementi, micronutrienti. Tali effetti, registrabili sia in adulti che in bambini, emergono da un’indagine condotta in USA in 63 reparti di Pronto Soccorso (PS) dal 2004 al 2013. 23 mila per anno risultano essere i casi di reazioni avverse, cifra in sé non molto grande (5%) ma è paradossale che essa si registri per prodotti venduti per essere solo “salutari”. Le visite in PS causate da tali prodotti comportano in ogni modo 21 mila ricoveri all’anno, la fascia di età più colpita essendo quella tra i 20 e i 34 anni. Più della metà di coloro che ricorrono al PS hanno assunto dimagranti (44%) o energizzanti (46%) e lamentano solitamente dolore toracico, cardiopalmo e tachicardia. Diversamente che per i prodotti da banco o per i farmaci venduti su ricetta, per i preparati di cui sopra non è richiesta per legge alcuna avvertenza sul contenitore che indichi possibili effetti collaterali indesiderati. Ne deriva che i medici (e i farmacisti) dovrebbero essere loro ad avvertire il compratore che reazioni avverse sono potenzialmente possibili come per qualsiasi preparato. Questa precauzione (molto “teorica”) sarebbe per comunque insufficiente dal momento che spesso i pazienti non confessano al medico di avere assunto preparati che essi giudicano non-farmaci. Negli adulti, il 40% dei consumatori di supplementi dietetici, in primis di micronutrienti (cioè di vitamine e minerali), risulta lamentare disturbi di deglutizione, legati sorprendentemente alla dimensione del preparato. La FDA che limita la grandezza della compressa convenzionale a non più di 22 mm e esige dettagli su dimensioni e forma, non lo richiede per i supplementi dietetici, per cui si trovano in commercio cocktail di micronutrienti diversi riuniti in pillolone singole che superano i 22 mm. Soluzione ipotizzata è quella di ridurre le dimensioni del preparato o di optare per formulazioni liquide o in gel o in polvere. La ricerca non è esente da critiche metodologiche (per altro riconosciute dagli stessi Autori), ma testimonia in ogni modo la possibilità di sintomi cardiaci in coloro che assumono dimagranti o energizzanti erboristici o di disfagia causata da micronutrienti. Quanto ai bambini, l’assunzione non sorvegliata di prodotti che pure non sono medicinali in senso stretto, rende ragione del 21% di tutte le visite al Pronto Soccorso. Anche per i prodotti integrativi, come per i farmaci “veri”, l’assunzione dovrebbe essere comunque motivata da reale necessità. Ricordiamoci quanto diceva saggiamente W. Osler, grande medico: “Il desiderio di prendere medicine è ciò che principalmente distingue l’uomo dagli animali.” E per l’uomo non è certo…un complimento.