Preambolo delle riflessioni che seguiranno è che non esistono soluzioni facili di problemi difficili e chi sostiene il contrario mente o vuol solo rompere politicamente le scatole a qualcuno. Ciò detto è però anche giusto far notare eventuali incongruenze in Sanità, specie se conseguono a qualche carenza gestionale che, pur con le difficoltà appena menzionate, non sarebbe impossibile migliorare. Ma occorrono concreta volontà e capacità operativa. Analizziamo allora a fine anno con l’auspicio di vederle rimosse  alcune macro- incongruenze che chiamano in causa in particolare politici/amministratori operanti nel settore sanità di questo Paese (anche se non tutti sono eguali, come il direttore di questo quotidiano spesso sottolinea con equilibrio). Una prima riflessione a conferma della poca affidabilità di questi “gestori” è la frequente assenza e/o la scarsa considerazione della meritocrazia nei concorsi, specie di Primariato (ma ciò vale anche per le Cattedre di MedIcina). Salvo le solite eccezioni, in questa nomina molto più del merito pesano le pressioni politiche, il censo e le raccomandazioni. Nella nostra provincia, poi, anche l’appartenenza etnica viene a complicare le cose, e non certo a vantaggio della cittadinanza che, a prescindere dall’etnia, necessita in primis di competenza medica. Un secondo esempio di inaffidabilità nazionale piuttosto incomprensibile é che la nomina di chi dirigerà un reparto ospedaliero diventa concreto momento di attenzione solo dopo che il precedente Primario è andato in pensione. Conoscendo l’esatta data di pensionamento, sembrerebbe invece razionale che gli amministratori provvedano in anticipo a selezionare (per meriti) il successore, a seguito di regolare concorso per titoli. Sabato va in pensione il Primario X e lunedì il Primario Y deve essere già a capo della struttura. Solo in questo modo la cittadinanza non subirà le conseguenze del “vuoto di potere” che inevitabilmente ha ricadute assistenziali più o meno significative. In aggiunta integrativa a questi due rilievi si potrebbe pensare che gli amministrativi che hanno sbagliato nel loro operato e in particolare nelle loro selezioni primariali siano in qualche modo chiamati a giustificare la loro scelta infelice, pagando una qualche conseguenza. Ci sono esempi di Primari “nominati”, cioè non vincitori di regolare concorso, che risultando successivamente inetti vengono allontanati (con buona uscita consistente), mentre i “nominatori” restano tranquillamente al loro posto. Un terzo problema di ardua soluzione che penalizza sensibilmente la popolazione, sono le liste di attesa, problema increscioso in tutta Italia. Gli amministratori della salute, spesso adeguatamente pagati, come è giusto che sia purché risultino attivamente coinvolti nella soluzioni dei problemi, ci dicono spesso che stanno studiando la soluzione, ma in tutto il Paese tali liste, salvo eccezioni, sono in progressivo peggioramento di anno in anno. Questo pure dovrebbe prevedere, almeno in certi casi, un avvicendamento di coloro che dopo anni si siano dimostrati  incapaci di risolvere il grave problema. Ma di avvicendamenti per manifesta “insufficienza operativa”, io non ne sono a conoscenza né qui né altrove. Pensiamo a quanto succede in altri campi, ad esempio in Formula uno: se un pilota o il direttore tecnico o un capomeccanico non funzionano si sostituiscono: non sembra logico? Per quanto attiene specificamente  alla nostra Provincia, abbiamo da non molto un nuovo Direttore Generale, l’Ing. Thomas Schael, scelto questa volta sì in base a un ottimo curriculum professionale, che farebbe ben sperare in cambiamenti positivi. E per il 2016 ci auguriamo che anche il problema infinito degli ospedali periferici e quello del Pronto Soccorso di Bolzano (e relativi rapporti di questo con i vari reparti) sia all’attenzione nella sua agenda nutrita. Auguri sinceri di Buon Anno a tutti.