È concettualmente e eticamente impossibile che un medico sia favorevole alla pena di morte. Così forte é questo assioma che negli Stati Uniti l’Associazione dei medici vieta agli iscritti all’albo di partecipare in qualsiasi modo alle esecuzioni capitali, praticate per altro in 31 dei 50 stati federali. Ciò premesso constato che il nuovo anno comincia già ricco di notizie drammatiche quanto a pena capitale e tra queste quella che 47 cittadini in Saudi Arabia, e tra loro lo sceicco Nimr al-Nimr, sono stati condannati a morte e giustiziati,. L’esecuzione è avvenuta “tradizionalmente” mediante decapitazione con successiva crocifissione. La pena capitale è prevista dalla Sharia (legge islamica religiosa e non Codice Penale che non esiste!) per numerosi reati, quali omicidio, rapina, adulterio, omosessualità, conversione ad altra religione, stregoneria, sabotaggio antiregime. Eventi che fanno rabbrividire e guadagnano subito la prima pagina, ma che presto passeranno nel dimenticatoio dei media e di molte coscienze. E così ci si dimentica pure che l’Arabia Saudita con i suoi “decapitatori istituzionali” è un grande alleato degli Stai Uniti (e quindi indirettamente dell’intero Occidente). La pena di morte non è comunque tra i temi molto gettonati nei media, se non al momento fugace di qualche evento particolarmente crudo e raccapricciante come appunto le recenti esecuzioni in Saudi Arabia. Ci si sofferma solitamente poco volentieri su cose e questioni “sgradevoli” come la pena di morte che imporrebbero invece di riflettere e di prendere posizione. Ed invece, almeno una qualche idea sulle dimensioni e sulla orripilanza della pena capitale bisognerebbe averla con l’aiuto dei mezzi di informazione. Si verrebbero così a scoprire anche particolari strabilianti del tutto inattesi che non riguardano certo la sola Saudi Arabia. Intanto prendiamo atto che la pena di morte è tuttora vigente in 67 Paesi, e non soltanto Paesi islamici e africani e Califfati vari ma anche in grandi nazioni come Stati Uniti, Russia e Cina. Del resto nella civile Europa la pena capitale è stata abolita non secoli fa ma solo nel 1997. E come non sorprendersi perplessi che fino al Papato di Pio IX (1792-1878) la pena di morte (attuata o meno) vigeva anche nello Stato del Vaticano, venendo poi abolita (ma non cancellata) appena nel 1969 da Paolo VI. Solo successivamente, nel 1995, l’abolizione della pena capitale in tutto il mondo è stata fortemente auspicata da Giovanni Paolo II nell’Evangelium vitae e, finalmente nel 2001, è stata sancita la cancellazione della pena di morte dalla Legge Fondamentale ecclesiastica. Questi memento non mirano a criticare velleitariamente i ritardi dei singoli Stati, quello del Vaticano incluso, o la persistente conservazione della condanna a morte in molti Stati “civili” (dati 2007 riportano 3000 esecuzioni accertate, e certo sottostimate solo in quell’anno), ma a ricordare quanto è vero e attuale il biblico (Giovanni,8,1-11) “Scagli la prima pietra chi è senza peccato”. L’Iran che oggi fa fuoco e fiamme contro l’infame eliminazione fisica di 47 sciiti già da tempo imprigionati in Saudi Arabia (che pur credevano nello stesso Dio!), dimentica di aver giustiziato nel solo 2007 213 persone tra antagonisti del regime o rei giudicati tali secondo canoni e modalità a dir poco allucinanti. Mi sovviene immediata l’impiccagione della giovane Reyanneh Jabbari colpevole di aver ucciso il suo stupratore, agente dei Servizi iraniani (che altrimenti l’avrebbe fatta franca). Ma la riflessione più amara è la seguente: gli Stati che giustiziano a piacimento “senza se e senza ma” siedono all’ONU tutti gomito a gomito con gli altri contrari alla pena di morte. Noi semplici cittadini potremmo invece ipotizzare che tutti gli Stati in quella sede rappresentati abbiano firmato in buon accordo la “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” del 10 dicembre del 1948. Tuttavia, chi andasse a leggersi la Dichiarazione come chi scrive ha appena fatto, si accorgerebbe che così non è. Nonostante il dichiarato “orrore” pubblico, le relazioni commerciali tra firmatari e non di quel documento si sviluppano tranquillamente (alla faccia di Lutero che ci ricordava ben prima di Papa Francesco che il denaro è lo sterco del Diavolo). Anche per questo chi scrive è convinto che l’ONU sia un ente quasi inutile, ma pure che (concetto rubato a Proust che l’ha formulato a proposito della Medicina) senza l’ONU sarebbe ancora peggio.