Il semplice russamento notturno (“roncopatia”, in medichese) disturba soprattutto il partner, mentre l’apnea ostruttiva notturna (OSA nell’acronimo inglese che sta per “Obstructive Sleep Apnea”), oltre che disturbare/preoccupare il partner, può provocare danni a chi ne soffre. Alla base dei disturbi c’è un’ ostruzione di vario grado delle vie aeree superiori a livello del retro-palato che causa difficoltà e talora momentanea interruzione del flusso respiratorio. La ripresa respiratoria avviene di scatto e rumorosamente tanto da allarmare il partner. Ne soffrirebbe un soggetto su 4, ma pare che solo il 4% dei casi venga diagnosticato perché tali disturbi sono sottostimati. L’apnea notturna grave provoca anche sonnolenza diurna, cefalea al risveglio, irritabilità, disattenzione (incidenti stradali!) e aumenta pure il rischio di ipertensione, cardiopatia ipertensiva, scompenso cardiaco e coronaropatia. Fattori di rischio acquisiti sono obesità, fumo, abuso alcolico, più o meno associati a un anatomia oro-rino-faringea predisponente. La diagnosi clinica non è difficile purché il medico “ci pensi”. Oggettivamente si può quantificare l’apnea attraverso il “polisonnografo”, un dispositivo che registra per l’intera notte l’attività cerebrale, i livelli ematici di ossigeno, gli atti respiratori. È così possibile rilevare il numero e la durata delle apnee ogni ora (nei casi lievi 5-15 apnee/ora, moderati 15-30/ora, gravi >30/ora). Il trattamento prevede misure generali intuitive come la riduzione del sovrappeso, la cessazione del fumo e degli alcolici, la sobrietà della cena, eventuali variazioni posizionali nel letto. Queste avvertenze spesso non bastano ed è necessario ricorrere a terapie specifiche strumentali. La terapia tuttora più usata si avvale del dispositivo siglato come CPAP (“Continuous Positive Airways Pressure”), che consente una ventilazione tramite una maschera nasale che il paziente porta durante la notte, atta a mantiene aperte le alte vie respiratorie. Si eliminano in tal modo le pause di apnea e il russamento. La CPAP è efficace, ma risulta mal tollerata da almeno 1/3 dei pazienti che quindi vi rinunciano. Un secondo innovativo sistema, validato da recenti meta-analisi, di pari efficacia ma meglio sopportato, si avvale di dispositivi chiamati MAD, 30 dei quali approvati già nel 2006 dalla FDA, i quali favoriscono la protrusione della mandibola. Una terza opzione è costituita dal TRG, un aggeggio che allontana la lingua dal faringe. Le armi dunque ci sono e in rete si trovano numerosi centri (per lo più privati) che specificamente si occupano di questa patologia del sonno. Bolzano è fortunata perché il Reparto di Pneumologia (diretto da G. Donazzan) e il Servzio Pnemologico Territoriale (diretto da Paolo Pretto) si fanno carico da anni anche di questa patologia.