Trovo opportuno un aggiornamento sul virus Zika, perché dal 5 al 21 agosto il Brasile, ospiterà la 31esima Olimpiade e Rio sarà meta di tantissime persone. Come si sa l’isolamento del virus è avvenuto nell’immediato post-bellico in una scimmia ugandese senza per altro preoccupanti conseguenze. Responsabile della trasmissibilità di Zika è la zanzara “Aedes aegypti”. La malattia è solitamente lieve con sintomi simil-influenzali che si risolvono entro una settimana, benché esiste un rischio aumentato, anche se remoto, del morbo di Guillain-Barré (grave radicoloneurite). Tuttavia, nella gravida aumentano gli aborti ed il rischio di microcefalia del feto (entro gennaio 2016, 4000 sono stati i casi di microcefalia in Brasile, con un’incidenza maggiore di 20 volte rispetto al 2010-2014). Apparentemente scomparso per quasi 20 anni, Zika riaffiora nei media a partire dal 2000, quando focolai epidemici vengono descritti nelle isole del Pacifico, in Micronesia e in Polinesia francese. Appena nel 2015 un’epidemia di Zika si registra in Brasile e da allora questa virosi si diffonde in tutto il Sud America. Che Zika sia arrivato in Brasile con gli atleti della FIFA World Cup 2014 é soltanto una ipotesi. In Brasile, comunque, Zika trova un habitat felice per la densità di popolazione molto superiore a quella delle isole del Pacifico e perché la foresta pluviale amazzonica rende assai difficile la battaglia contro le zanzare. La poco efficiente lotta contro l’ Aedes aegypti è confermata dal fatto che in Brasile i casi di Dengue, altra virosi trasmessa da questa zanzara, sono aumentati nel 2015 di più del 200% rispetto al 2014. Il facile diffondersi di Zika, rende ragione della proposta di un centinaio di ricercatori esperti di università prestigiose (Oxford, Harvard, Yale) di spostare l’olimpiade ad altra data, essendo previsto l’arrivo a Rio di almeno mezzo milione di persone, oltre ai circa 20 mila tra atleti, para-atleti e relativi accompagnatori. Tale proposta è stata però bocciata dal’OMS e dal CIO che sdrammatizzano motivatamente il pericolo. Intanto, per questi enti, il rischio più serio lo corre solo la donna incinta (che dovrebbe disertare l’olimpiade?), mentre altri contagiati soffrirebbero al massimo di fugaci sintomi simil-influenzali. Inoltre, nel periodo dell’Olimpiade la diffusione delle zanzare vettrici sarà al minimo. Infine, argomento decisivo contro un allarmismo considerato eccessivo, è che il numero di visitatori a Rio sarà assai meno dell’1% di tutti viaggiatori in Sudamerica, ciò che finora non ha determinato disastri epidemici né in Brasile né altrove. Buon senso convincente ma, immaginando il sex appeal delle brasiliane e le fantasie erotiche di molti turisti, non sarà male ricordare che il virus Zika si trasmette non solo con la puntura di una zanzara ma anche per via sessuale.