Le e-sigarette, cioè le sigarette elettroniche (SE),, servono o no a chi vuol smettere di fumare? Le valutazioni devono naturalmente prescindere dalle dichiarazioni di chi produce le SE e/o le vende. Ciò premesso, la questione è di fatto piuttosto complicata. Un autorevole rivista internazionale, prospettando il caso clinico di un fumatore ventinovenne iperteso e obeso (con in anamnesi remota crisi epilettiche), pone ai propri lettori medici il dilemma: raccomandare o non raccomandare al paziente l’uso delle SE per smettere di fumare? Ma la risposta è sollecitata solo dopo che essi hanno riflettuto sui “pro” e “contro” sottolineati da due esperti di parere opposto. In ultrasintesi le relative posizioni.
A FAVORE (Ch. Bullen, Auckland University). Se le terapie per far smettere di fumare (bupropione, varenecicline, cerotti alla nicotina) sono fallite, al paziente che vuole smettere le SE vanno raccomandate. I cardini di questa raccomandazione sono: 1) un ampio studio su 657 fumatori ha dimostrato che queste sigarette sono efficaci quanto i cerotti alla nicotina; 2) Una Cochrane review (revisione molto seria) ha evidenziato che le e-sigarette alla nicotina fanno smettere di fumare contrariamente alle SE placebo (cioè senza nicotina); 3) In uno studio su 6000 fumatori intenzionati a smettere, l’astinenza nei fumatori di SE risultava del 60% maggiore di quella dei soggetti non trattati o autocuratisi con farmaci da banco. L’uso delle sigarette elettroniche, insomma, sarebbe più vantaggioso rispetto al continuare a fumare. Il tipo di SE conta: le SE alla nicotina di terza generazione fanno smettere di fumare più di quelle più datate.
CONTRO (S.A. Glantz, California University) . Soggetti che hanno cessato di fumare prima dei 30 anni hanno una sopravvivenza identica a quella di coloro che non hanno mai fumato: questa è una constatazione decisiva. Le SE non sono state ancora approvate dalla FDA per smettere di fumare e fino a maggio 2016 nessuna industria che le produce ha avanzato istanza di commercializzazione alla FDA. Un ente di prevenzione in USA ha concluso nel 2015 che le prove di efficacia anti-fumo delle SE sono conflittuali, mentre al contrario una meta-analisi di 20 studi conferma che i fumatori di queste sigarette sono meno propensi a smettere di coloro che non le fumano. Il controllo di qualità delle SE è poi altamente variabile e i livelli di nicotina sono spesso inaccurati. Infine, gli effetti a lungo termine sono sconosciuti. Chi vuol smettere di fumare grazie alle SE deve pertanto essere avvertito dal medico che la sua probabilità di riuscirci è assai ridotta.
Monsieur de La Palice concluderebbe sicuramente che la terapia più efficace di qualsiasi altro trattamento é la volontà sincera di smettere è. E ci guadagna anche il portafoglio oltre che la salute.